Processo infinito per l’omicidio Burci Fissato l’appello bis
Il 17 luglio Sergio Benazzo sarà processato a Mestre La giovane venne ritrovata carbonizzata il 24 marzo 2008
Molto probabilmente aveva capito il brutto giro nel quale l’avevano costretta, e voleva uscirne. Almeno questa è una delle ipotesi avanzate fin da subito dagli inquirenti. Per questo ha pagato con la vita, ed il suo corpo bruciato. È la terribile storia di Paula Burci, la giovane prostituta romena assassinata nel 2008 e i cui resti carbonizzati vennero ritrovati nella golena del Po, a Zocca di Ro.
La giustizia nel frattempo ha fatto il suo corso e continua a farlo. Tanto che è stata fissata per il 17 luglio alle 9 la prima udienza di fronte alla Corte d’Assise d’Appello di Venezia in aula bunker a Mestre per Sergio Benazzo, 44 anni, idraulico di Rovigo imputato per l’omicidio della Burci, il cui cadavere, come detto, venne ritrovato bruciato nella golena del Po nella prima mattinata del 24 marzo 2008, grazie alla segnalazione di un abitante della zona che quella mattina stava andando a spasso col suo cane. Aveva 19 anni, Paula Burci, quando morì. L 11 febbraio scorso la Cassazione ha confermato l’ergastolo per Gianina Pistroescu, 44 anni, rumena. La Suprema Corte però aveva rinviato il processo a Venezia per quanto riguarda Benazzo. Pistroescu e Benazzo erano stati condannati all’ergastolo in primo grado a Ferrara, in secondo a Bologna, poi la Cassazione ha fatto ripartire il procedimento a Rovigo, dove sono stati nuovamente condannati entrambi all’ergastolo, sentenza confermata in secondo grado a Venezia ma, limitatamente a Benazzo, non dalla Cassazione. Dunque per lui servirà la settima sentenza sullo stesso caso. Nella convocazione del presidente della Seconda Corte Penale della Corte d’Assise d’Appello di Venezia è indicato che l’eventuale esame di Gianina Pistroescu sarà il 23 luglio.
La morte atroce della Burci non mancò all’epoca (sono trascorsi nel frattempo più di 12 anni) di sollevare sentimenti di vasto cordoglio anche nella opinione pubblica ferrarese e del caso Burci si è continuato e si continua a parlare anche per la efferatezza con cui venne provocata non solo la sua morte ma anche la fine dei suoi resti. Le indagini, molto complesse, non hanno ovviamente mai lasciato nulla di intentato e così si sta arrivando al capitolo finale delle responsabilità. —
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