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Terminato il post sisma la Delizia guarda avanti C’è il piano di restauro

Fabio Terminali
Terminato il post sisma la Delizia guarda avanti C’è il piano di restauro

Chiusi i lavori per la riparazione del merlo danneggiato Ora si vuole mettere a frutto i 900mila euro del Mibact

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Sono terminati di recente i lavori post sisma alla Delizia di Benvignante. L’edificio vide danneggiato in particolare un merlo, che cadde al suolo. L’intervento effettuato dalla ditta Leonello Sensi di Assisi ha potuto contare su un finanziamento della Regione di 249mila euro, mentre per il resto si è utilizzato il rimborso assicurativo incassato relativo ai danni da sisma.

Tuttavia, compiuto questo passo, la residenza monumentale degli Este, fatta costruire dal duca Borso nel 1464 può guardare al futuro. Il Comune di Argenta, infatti, prepara il cantiere destinato al recupero a fini turistici, mettendo a frutto il contributo pari a 900mila euro assegnato dal ministero dei Beni culturali.



La giunta ha infatti approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’intervento in questione.

«Siamo pronti per il primo stralcio – spiega l’assessore comunale Sauro Borea, residente a Portoverrara ma originario proprio di Benvignante e in passato presidente dell’associazione Torrione Delizia –. Alla base c’è il contributo di 900mila euro grazie al fondi del Ducato Estense. Il piano elaborato da uno studio di progettazione esterno andrà poi validato dal ministero guidato da Dario Franceschini e in seguito sarà lanciata la gara per appaltare il cantiere».

Scendendo nei particolari, il programma prevede, tra l’altro, il consolidamento dei solai del piano ammezzato, la sostituzione di infissi e tende, la sistemazione dell’ingresso, il restauro della scala e il restauro del soffitto a volta del piano nobile. «Il nostro obiettivo – prosegue Borea – è la riapertura della Delizia valorizzando la parte nobile e permettendo l’ingresso di turisti. In modo da mettere Benvignante in rete, in termini effettivi, con le altre residenze estensi presenti nella nostra provincia. Ricordo che è già fruibile da anni il parco interno alla Delizia, grande quattro ettari».

Il recupero completo, va detto, non è affare da poco: si prevedono altri due stralci oltre a quello iniziale che è già stato finanziato dal Mibact, per un quadro economico complessivo pari a 2 milioni e 775mila euro.



La Delizia fu costruita da Pietro Benvenuto degli Ordini. Borso la donò al fedele segretario Teofilo Calcagnini, che la mise a disposizione delle riunioni dell’Accademia dei Filareti. Nel 1481 vi soggiornò Beatrice d’Este. Passata poi a vari proprietari, nell’Ottocento fu acquistata dal conte Luigi Gulinelli. Poi il passaggio al Comune e nel 2000 fu dichiarata dall’Unesco, insieme con altre Delizie, Patrimonio dell’umanità. —



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