Fiori su ponte Albersano in memoria dell’eccidio
Il sindaco Zamboni e il consigliere Manzoli hanno onorato i braccianti trucidati 119 anni fa nel giorno dell’anniversario
BERRA
In occasione del 119º anniversario dell’eccidio di ponte Albersano, ieri mattina il sindaco Andrea Zamboni e il consigliere Paolo Manzoli, a ricordo e in memoria di quel tragico evento, hanno deposto una corona di fiori nel luogo teatro della tragedia. Era il 27 giugno del 1901 quando sul ponte Albersano a Berra si compiva uno dei fatti di sangue più sconvolgenti di sempre ai danni di lavoratori in sciopero in questa zona. Evento che ebbe il triste onore della cronaca prima e della storia poi.
braccianti in miseria
I braccianti agricoli, ridotti quasi alla miseria, chiedevano un aumento della paga. La massa degli scioperanti era composta da lavoratori che provenivano da tutti i paesi limitrofi, compresi alcuni centri del Veneto. Massa che si dimostrò fin dall’inizio molto compatta e determinata. Gli agrari capirono che la posta in gioco era molto alta, poiché lo sciopero andava assumendo sempre più le caratteristiche di una lotta politicizzata. Insomma, i braccianti erano pronti a tutto e in pochi giorni i proprietari terrieri organizzarono squadre di crumiri piemontesi disposti a falciare il grano ormai maturo, oltre a ottenere l’intervento della forza pubblica in difesa di questi ultimi e della stessa proprietà, nonostante lo stesso ministro Giovanni Giolitti avesse ordinato al prefetto di Ferrara di sconsigliare simile provvedimento.
La mattina del 27 giugno 1901 i braccianti si avviarono verso la tenuta Albersano, animati dall’intenzione di spiegare ai crumiri nei campi le motivazioni del loro sciopero e invitarli a unirsi a loro, però trovarono il Ponte Albersano sbarrato dai soldati.
spari sulla folla
Al tentativo di alcuni braccianti di parlamentare, il tenente De Benedetti fece rispondere con il fuoco: i soldati erano disorientati, molti spararono in aria, alcuni si rifiutarono. Ma, impugnata la sciabola l’ufficiale ordinò di sparare sulla folla degli scioperanti. Calisto Ercole Desuo di Villanova Marchesana (Ro) e Cesira Nicchio di Berra rimasero a terra uccisi, mentre altri venti lavoratori in sciopero furono feriti. —
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