La Nuova Ferrara

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L’INTERVENTO LAMPO 

Volanti, poliziotti di quartiere e chi fermò il nipote assassino

S.A.

Il dirigente della Squadra mobile ringrazia gli agenti intervenuti e chi presidia il territorio «Risposta efficace e tempestiva grazie alle sinergie»

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Il dirigente della Squadra mobile Dario Virgili, ieri durante la conferenza stampa, l’ha voluto mettere in risalto: «La risposta al fatto violento di via Baluardi è stata immediata, tempestiva ed efficace. Riguardo all’operazione di qualche giorno prima al Gad, il questore parlava di sinergie tra forze dell’ordine e all’interno delle stesse: ecco, venerdì pomeriggio la cattura degli accoltellatori è avvenuta proprio grazie a questa sinergia interna alla polizia di Stato, con l’intervento di una volante, la diramazione della nota di ricerca dei fuggitivi, l’intercettazione degli stessi da parte di un’altra volante e di un poliziotto di quartiere. Poi, una volta portati in ufficio i fermati, proseguiamo il lavoro noi della squadra mobile, anche sul campo con la ricerca di prove e testimonianze».

CONTROLLO TOTALE

Questo sui fatti di venerdì, ma Virgili allarga il discorso: «La linea del questore, che è la nostra, è non lasciare fuori nessuna zona della città dalla nostra azione di presidio contro lo spaccio di ogni livello e nei confronti di qualunque etnia».

La parola d’ordine, dunque, è “no sacche d’illegalità”.

«L’analisi del fenomeno c’è sempre - riprende Virgili -, siamo attenti alle dinamiche per essere pronti a smorzare sul nascere episodi come quello di venerdì. Per questo voglio fare un plauso ai poliziotti di quartiere e agli uomini delle volanti: loro iniziano il lavoro, noi lo proseguiamo con le indagini».

Indagini che, nel caso dell’aggressione all’arma bianca di via Baluardi, hanno “cristallizzato” tutto quanto è stato immediatamente verificabile e ritenuto attendibile. Per questo gli arrestati sono due, sebbene diverse testimonianze parlassero di un maggior numero di persone coinvolte nell’accaduto: i due arrestati sono stati riconosciuti con certezza, sia dagli aggrediti, sia dai testimoni che hanno assistito alla scena, oltre a essere stati visti fuggire dagli agenti della prima volante intervenuta.

A suffragare il tutto, però, non ci sono immagini registrate: in zona, infatti, non ci sono telecamere e questo un po’ sorprende, visto ch si tratta di zona di spaccio ormai da anni.

DI NUOVO IL BARBIERE

Emerge poi una coincidenza assai curiosa. Uno dei tre aggrediti riesce a disarmare l’aggressore armato di machete e spray al peperoncino: si tratta del barbiere Imed Arfaoui, lo stesso uomo che, nel novembre 2019, bloccò Pierpaolo Alessio, il ragazzo che uccise sua nonna dentro l’auto picchiandola selvaggiamente, e lo tenne fermo fino all’arrivo dei carabinieri, per poi consegnarglielo. Il machete, però, venerdì è stato recuperato da uno degli aggressori in fuga e gettato chissà dove: nonostante le ricerche insistite, non è stato ancora ritrovato. —

S.A.

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