Tentato omicidio, per i tunisini udienza di convalida degli arresti
Dal movente al ruolo della donna con l’auto ferma all’incrocio Ancora aspetti da chiarire sull’aggressione di venerdì in via Baluardi
l’indagine
È il giorno dell’udienza di convalida per i due tunisini arrestati venerdì pomeriggio e accusati di tentato omicidio. Sarà il giudice, oggi, a decidere se arresto e accusa si reggono su gambe forti. La polizia, a cui sono affidate le indagini, ha alzato al massimo il livello dell’accusa, sebbene alle due persone vittime dell’agguato in via Baluardi siano state diagnosticate ferite da punta e da taglio profonde due centimetri, una all’addome e l’altra al costato, con prognosi di soli 8 giorni. Ma è il contesto di violenza e la scelta delle armi - coltelli, un machete (che non è stato ritrovato) e spray al peperoncino erano nella disponibilità degli aggressori - a far propendere gli inquirenti per una chiara volontà omicida. E c’è pure in ballo la premeditazione: quando le vittime si sono avvicinate all’incrocio con via Chiodare, infatti, sono state chiamate per nome, segno che erano proprio loro l’obiettivo dell’agguato.
Questi e altri gli elementi che saranno presi in considerazione durante l’udienza di oggi, perché c’è anche l’accusa di detenzione di droga ai fini di spaccio. Sull’auto con cui i due arrestati hanno tentato inizialmente la fuga, infatti, sono stati rinvenuti 110 grammi di hashish già suddivisi in dosi, sostanza perfettamente compatibile con quella trovata in tasca a uno dei due arrestati.
Intanto le indagini proseguono. Non sono pochi, infatti, gli aspetti da chiarire. Al di là del fatto che la Squadra mobile, nell’immediatezza dei fatti, si sia concentrata sugli elementi certi e utili agli arresti effettuati, restano da chiarire molti altri aspetti. Per esempio, più di una testimonianza delle persone che hanno assistito all’aggressione riferisce di altre persone coinvolte. Poi, appunto, quell’auto ferma all’incrocio, di una donna romena che era alla guida e con a bordo anche un minore, sulla quale è stato rinvenuto il sacco con la droga: c’è un coinvolgimento diretto in questa vicenda? E poi, al di là dell’aspetto sentimentale emerso in un secondo momento, qual è stato il movente dell’aggressione? Le risposte da trovare non mancano. —
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