Fallimenti, l’ondata non c’è I negozi però cercano sconti
La chiusura dei tribunali e le soglie dimensionali frenano ancora le procedure Il legale Polizzi: il commercio soffre, tanti accordi per tagliare del 20% i canoni
La scadenza della moratoria sui fallimenti prevista dal Decreto liquidità, a partire dall’1 luglio, apre una stagione molto delicata per il mondo delle imprese. È vero che nel Ferrarese non ci sono ad oggi le condizioni per innescare una cascata di istanze fallimentari, e che anche per questioni tecniche legate a soglie dimensionali la gran parte delle aziende locali è al riparo da queste procedure, ma la mancata proroga comincia a mettere a nudo le difficoltà innescate dalla crisi Covid. «Ci sono settori come l’abbigliamento, le concessionarie auto e certe tipologie di ristorazione che sono in sofferenza, e i segnali si cominciano a vedere - testimonia Giovanni Polizzi, avvocato tra i più esperti del settore procedure - Stiamo ad esempio gestendo come studio molte situazioni che vedono la richiesta di riduzione dei contratti di affitto di attività commerciali non in grado di raggiungere i volumi di vendite e quindi i profitti pre-Covid: siamo nell’ordine del 15/20% di riduzioni in città». I problemi delle aziende sono aggravati dall’assenza di incentivi, ad esempio per i concessionari di auto, mentre le aziende di abbigliamento che hanno perso un’intera stagione e non possono contare sulle sfilate di presentazione dei nuove collezioni si stanno orientando sul pronto moda.
ritmo rallentato
Secondo Polizzi sarebbe importante «consentire alle aziende di adeguarsi al ritmo rallentato della ripresa di vari comparti, vedi il turismo. Più che una proroga della moratoria sui fallimento, servono strumenti in grado di far superare l’estate soprattutto ai commercianti».
Tra i professionisti che si occupano di procedure concorsuali, Tiziano Tagliani mette l’accento sull’importanza delle «misure compensative» messe in campo per le aziende in crisi Covid, ed evidenzia che le varie procedure concorsuali, dal fallimento ai concordati, sono attivabili solo al di sopra di precise soglie dimensionali: tre esercizi con l’attivo patrimoniale al di sopra di 300mila euro e con ricavi lordi oltre 200mila euro, e una massa debitoria di almeno 500mila euro. In assenza di queste condizioni, che non ricorrono di frequente nella platea delle imprese ferraresi, si applicano misure come esecuzioni individuali, pignoramenti di beni e crediti. «Al momento non abbiamo sentore di una ripresa in grande stile delle procedure concorsuali» annota Tagliani.
trend e timori
I numeri della Camera di commercio sembrano confermare almeno parzialmente questo stato di cose. Dall’inizio dell’anno alla Camera di commercio risultano fallite 23 società nel Ferrarese: 7 casi a gennaio, 3 a febbraio, il picco a marzo con 8 fallimenti; poi il lockdown ha inciso anche sulle procedure, con 0 casi ad aprile e 1 a maggio, mentre a giugno siamo a quota 4. In calo il trend degli scioglimenti societari, che passano dai 79 di gennaio agli 8 di maggio, passando per febbraio (52), marzo (43) e aprile (13): in tutto 195 casi.
Gli occhi sono puntati su luglio e soprattutto settembre, con i timori di nodi destinati a venire al pettine. —
s.c.
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