Griffe famose nel laboratorio irregolare Dentro c’erano tre operai clandestini
Blitz della Guardia di Finanza. Denunciata la titolare di origine cinese e avviata l’espulsione dei lavoratori, suoi connazionali
san giuseppe
Blitz della Guardia di Finanza a San Giuseppe, sfociato nel sequestro di un laboratorio tessile irregolare.
Sono stati espulsi tre lavoratori cinesi clandestini e denunciata la titolare per i reati di sfruttamento della manodopera clandestina e utilizzo di marchi contraffatti.
completamente in nero
I finanzieri della tenenza di Comacchio, guidati dal comandante Francesco Stasi, hanno portato a termine tra domenica e lunedì una vasta operazione investigativa, mettendo sotto sequestro un laboratorio di San Giuseppe, situato e breve distanza dalla statale Romea e completamente sconosciuto al fisco.
Non appena i militari si sono introdotti, per un controllo, all’interno dell’edificio, già monitorato da qualche tempo, sono state individuate tre persone di nazionalità cinese, intenti a confezionare capi d’abbigliamento. Si è appurato, attraverso una serie di accertamenti incrociati sulle banche dati in possesso delle forze di polizia, che i tre lavoratori, colti mentre stavano apponendo etichette delle più note griffe di moda (tra i quali Grifoni, Mariella Rosati, Babylon, Cristina Effe, Mangano, Kontatto, Replay, Working Overtime) fossero clandestini. Per i tre, sprovvisti di permesso di soggiorno, è subito scattata una richiesta di espulsione dal suolo nazionale, emessa dalla Questura di Ferrara.
IL MATERIALE SEQUESTRATO
Sempre nel corso degli accertamenti, i finanzieri di Comacchio hanno rinvenuto e posto sotto sequestro 11 macchine da cucire, 5 macchine da taglio, 2 ferri da stiro con asse e 2.130 etichette dei più noti brand del mondo della moda.
Identificata anche la titolare, una donna di nazionalità cinese, denunciata poi alla Procura della Repubblica di Ferrara per il reato di sfruttamento della manodopera clandestina e per l’impiego di etichette con distintivi contraffatti.
vetri e ingressi oscurati
Ma l’operazione effettuata dalla Guardia di Finanza lagunare non si è fermata qui, perché, a seguito di ulteriori e approfondite verifiche, è stata accertata una grave irregolarità anche sul luogo d’esercizio dell’attività, dichiarato al Lido degli Scacchi, risultato invece essere quello scelto come fissa dimora dalla titolare del laboratorio.
L’edificio che invece è stato oggetto del sequestro, come detto ubicato a San Giuseppe, aveva destato sospetti da parte delle Fiamme Gialle, per la presenza di vetri e porta d’accesso oscurati da tende. Nel corso dell’attività investigativa, i finanzieri hanno rilevato, oltre alla presenza di un’area adibita alla produzione, anche di stanze impiegate come dormitorio comune e altre ad uso cucina e bagno.
L’operazione compiuta dai finanzieri diretti dal tenente Stasi mette in luce ancora una volta l’impegno costante della Guardia di Finanza nel contrasto allo sfruttamento della manodopera clandestina e, più in generale, nella lotta alla contraffazione, al lavoro nero.
Tutti ambiti di illegalità operativi, nonostante l’emergenza sanitaria, che alimentano il fenomeno della concorrenza sleale, ai danni degli imprenditori seri. —
KATIA ROMAGNOLI
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