L’ipotesi videosorveglianza per la zona della chiesa
Il Comune di Bondeno sta valutando l’installazione delle telecamere Verrebbero posizionate nell’area davanti al sagrato di San Giacomo Maggiore
BONDENO
Il Comune valuterà la possibilità di installare le telecamere per il controllo della zona antistante al sagrato della chiesa di San Giacomo Maggiore di Burana, come richiesto nei giorni scorsi dalla Parrocchia. La quale ha richiesto alla collettività la massima collaborazione per tutelare i beni che stanno tornando alla piena agibilità dopo la ricostruzione post-sisma della chiesa e della torre campanaria.
LA TUTELA
Il sagrato di Burana si trova a stretto contatto con il piazzale antistante e il limitrofo ufficio postale. Diventa, dunque, quanto mai importante tutelare il decoro dell’area da possibili imbrattamenti e comportamenti scarsamente civili.
«La richiesta della Parroccchia – dice il sindaco Simone Saletti – è legittima ed in linea con la nostra intenzione di ampliare il sistema di sorveglianza. Nel caso specifico, è stato avviato un dialogo con il parroco don Roberto Sibani, per collaborare alla valorizzazione di un’area situata nel centro di Burana».
La Parrocchia di San Giacomo Maggiore ha inviato nei giorni scorsi anche una comunicazione alle famiglie ed ai numerosi residenti delle ex scuole e ai loro possibili visitatori, che di fatto si affacciano sull’area parrocchiale.
LA LETTERA
Contestualmente, la lettera è stata spedita anche alle forze dell’ordine ed al Comune. La lettera contiene le intenzioni della Parrocchia di evidenziare alcuni comportamenti «non adeguati – si apprende – che nel tempo abbiamo già ripetutamente sofferto e subito».
Dunque, l’auspicio è che non si tornino a vedere «pallonate al portone della chiesa, alla porta della casa parrocchiale, ed anche alle pareti della facciata, che sono rimaste marchiate». A questo si sommano le ruotate di bicicletta, i cumuli di sporcizia e gli imbrattamenti. Da segnalare anche il danneggiamento al riflettore posizionato verso la chiesa e i danni alle casette di proprietà parrocchiale, i cui vetri sono stati frantumati. Insomma, il tentativo della Parrocchia è quello di esortare un comportamento più responsabile.
PRIME MISURE
«Per questo motivo – scrive il sacerdote, don Roberto Sibani – entreranno da subito in vigore alcuni importanti orientamenti e regole di vita, per evitare future incomprensioni, fraintendimenti» e anche eventuali richieste di risarcimento danni. In sostanza, le misure adottate riguardano il sagrato: questo non dovrà essere scambiato per una area per il gioco (che a Burana esiste) e chi si approssimerà a tale spazio dovrà farlo nel rispettoso silenzio di un luogo che è di «anticamera per l’incontro con il Signore». La Parrocchia precisa che le panchine provvisorie non devono diventare occasioni di bivacco e per mantenere il sagrato pulito rivolge un invito ai genitori, «per una maggiore sorveglianza e responsabilità dei loro figli». —
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