La garante del carcere: qualche criticità
La garante dei detenuti Stefania Carnevale ha chiuso la sua esperienza al carcere di Ferrara, ieri in Consiglio comunale, mettendo in evidenza le non poche eccellenze di via Arginone (lavoro, laboratori, istruzione) ma anche qualche criticità. Il tasso di affollamento del 155% è il terzo più alto in regione, dopo Bologna e Ravenna, e nel 2019 si sono registrati un suicidio di un detenuto, 20 tentativo di suicidio, 65 atti di autolesionismo e 65 scioperi della fame. Non è stato sostenuto dal Comune il bando per le misure alternative e sempre l’amministrazione cittadina non ha sostituito l’unica collaboratrice amministrativa del garante: «Se l’amministrazione comunale crede nella figura di garanzia che ho avuto l’onore di rappresentare negli ultimi tre anni - ha messo per iscritto Carnevale - è indispensabile che l’organo sia nuovamente dotato delle risorse necessarie ad espletare con prontezza ed efficacia i suoi numerosi e delicati compiti. L’oggettiva impossibilità di svolgerli - alle condizioni date - insieme ad un’altra attività lavorativa, è alla base della decisione di non riproporre la mia candidatura per il prossimo triennio».
Toni soft ma frecciate dell’opposizione, imbarazzo nella maggioranza del quale si è fatta carico l’assessore Cristina Coletti: «Sulle misure alternative dispiace, ma sono arrivate proposte con sole due righe di progettazione, non bastavano. Quanto al collaboratore amministrativo, faremo un bando», ma per varie ragioni non è stato possibile sostituire chi già c’era. —
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