Ricostruzione, il comitato vuole chiarezza sui contributi
I componenti del Comitato Verifica Ricostruzione, che opera nell’Alto Ferrarese per verificare la validità dei contributi concessi per la ricostruzione, si è questa volta riunito a Ferrara per fare il punto sulla situazione dopo la forzata pausa causata dalla pandemia. Il comitato ha chiesto l’accesso agli atti per tre posizioni in altrettanti comuni. Una riguarda la città per un contributo avuto di oltre 2 milioni di euro, una a Terre Del Reno per 1 milione di euro ed una Bondeno per 840. 000 euro.
LA SORPRESA
«La grossa sorpresa – ha spiegato Marco Mattarelli presidente del comitato, – nasce dal fatto che abbiamo presentato l’accesso agli atti con le stesse modalità, e negli stessi termini, e solo il comune di Ferrara ha risposto positivamente mentre Bondeno e Terre del Reno ci hanno negato l’accesso agli atti. Un comportamento strano e che ci fa nascere molti dubbi e la sensazione che ci siano cose poco chiare. In ogni caso noi continueremo a vigilare e vi posso anticipare che ci è arrivata voce, dall’autorità giudiziaria, che nel comune di Cento sta per arrivare la richiesta della restituzioni di 1 milione di euro per un contributo non dovuto. Le nostre verifiche tanno stanno dando segnali concreti». Anticipato anche che verrà chiesto un incontro con il presidente della Regione.
L’incontro
«Vogliamo incontrare il governatore Bonaccini – ha detto ancora Mattarelli – perché sul problema dei contributi dati per la ricostruzione si è dimostrato un politico molto attento alla verifica se i contributi concessi erano tutti dovuti. Gli chiederemo di fare un controllo generale su tutte le somme concesse per la ricostruzione post terremoto». L’ingegnere Alessandro Farinella, tecnico del comitato, ha sottolineato che dall’osservazione delle pratiche si nota, troppo spesso, che è stato dato molto ai ricchi e poco ai poveri.
Daniele Biancardi ha ricordato come gli esposti del comitato abbiano fatto recuperare molti milioni di euro, tramite gli accertamenti delle autorità competenti e che ora, passando alla fase del già ricostruito, si notano fienili e abitazioni rimesse a nuovo e non utilizzati malgrado che la Regione dica che se entro sei mesi, per un edificio di un’attività produttiva, e entro tre mesi per un’abitazione, se non sono utilizzate bisogna restituire i soldi avuti per la ricostruzione. Andrea Zaniboni ha invece sottolineato che «la Regione, quando si va in giudizio, spesso soccombe e questo significa che non sempre si sono fatte le cose giuste». —
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