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Le difese cercano gli atti e valutano interrogatori

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Gli avvisi di conclusione indagini preliminari sono giunti ieri mattina ai legali dei 30 indagati, che devono ancora visionare gli atti in quanto la le indagini, su impulso del curatore fallimentare Antonio Agresta, non hanno finora chiamato in causa direttamente gli indagati. «Non escludiamo di chiedere l’interrogatorio» anticipava Claudio Maruzzi, difensore dei revisori Massimo Meloni, Federico Gavioli e Stefano Prini, nei guai per i due bilanci “gonfiati”. Maruzzi anticipa solo che i suoi clienti «hanno sempre evidenziato le criticità trovate», e che comunque c’erano società di revisione a certificare la veridicità di quanto sottoscritto dagli amministratori.

Una delle posizioni centrali nella vicenda, stando agli atti disponibili, è quella di Enrico Gessi, prima amministratore delle società Energy e poi consulente di Capa per la loro vendita. «Abbiamo scoperto dagli atti questa situazione - dice il suo legale Marco Linguerri - S’ipotizza quindi una sorta di concorso di “estraneo” all’amministrazione della società per un’accusa di bancarotta, sarà tutto da valutare anche alla luce degli atti». L’altro suo cliente, il consigliere Sauro Pocaterra, era «privo di deleghe operative».

In generale le difese dovranno riorganizzarsi, in alcuni casi sono indicati come legali di fiducia i civilisti che hanno seguito gli indagati nelle cause apertesi negli anni a seguito del fallimento. —

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