La Nuova Ferrara

Ferrara

Presidi con il metro Il rientro in aula tra classi sdoppiate e lavoro per i muratori

Giovanna corrieri

L’Ufficio scolastico chiede i piani per il distanziamento a scuola I primi rilievi nel Ferrarese. L’Einaudi non esclude la didattica mista 

3 MINUTI DI LETTURA





IL DOSSIER

In realtà i presidi ferraresi erano in attesa del “cruscotto informativo”, la piattaforma prevista dal Piano Scuola per accertare l’idoneità delle aule ad ospitare un determinato numero di studenti: «entro pochi giorni i Comuni dovrebbero disporre di questo strumento – faceva sapere qualche dirigente – poi avremo il polso sulle future necessità in termini di spazi e personale». Ma l’altro giorno l’Ufficio scolastico regionale ha cominciato a pungolarli. E i presidi sono stati invitati dal direttore generale Stefano Versari a “procedere speditamente, con il coinvolgimento dei rispettivi Rspp, alla definizione degli spazi d’aula necessari per il prossimo anno scolastico”, un’attività propedeutica, “alla individuazione di eventuali spazi scuola aggiuntivi” e alla richiesta, conseguente, di personale docente e Ata.

Tutto dovrà essere fatto entro la prossima settimana. Così questi sono giorni di frenetici calcoli per i dirigenti scolastici che, metro alla mano, stanno passando in rassegna tutte le aule per capirne la capienza, alla luce del distanziamento di un metro fra uno studente e l’altro, e per valutare eventuali esuberi che richiederebbero appunto nuovo personale.

ISTITUTO DE PISIS

«Stiamo facendo delle previsioni sulla base delle planimetrie che abbiamo – racconta la preside dell’istituto comprensivo De Pisis, Maria Gaiani – Sono però valutazioni ipotetiche che non possono essere precise. I dati certi li avremo con la piattaforma “cruscotto”; da una prima ricognizione comunque pare che si renderà necessario lo sdoppiamento di una classe e qualche intervento di “edilizia leggera”», come per esempio l’abbattimento di tramezzi.

VERGANI - NAVARRA

Sempre dai primi calcoli, sdoppiamenti di classi si prospettano al Vergani Navarra: «eventuali sdoppiamenti che sarebbe preferibile avvenissero in aule adiacenti – considerava il dirigente Massimiliano Urbinati – possibilità che avremmo, se fosse previsto su un numero limitato di classi. Comunque dobbiamo anche avere certezza sul numero degli iscritti, che in questi giorni si sta perfezionando. Anche un solo eventuale trasferimento di questi tempi cambia molto la situazione». L’obiettivo poi, dice il preside, «è tornare tutti in presenza e senza turni pomeridiani, visto che tanti alunni della mia scuola vengono da lontano e quel tipo di orario li farebbe tornare a casa in orari improponibili».

Anche per questo è cominciata la ricerca di spazi: che potrebbero essere i giardini degli istituti stessi, da coprire eventualmente, sicurezza permettendo, o spazi proprio esterni alla scuola. «Da questo punto di vista mi sto già muovendo, soprattutto per quanto riguarda i laboratori di cucina, per esempio, che è fondamentale siano in presenza – sottolinea Urbinati – Con l’Asl dovrò anche capire se in una cucina grande possano stare circa quindici alunni, se dotati di mascherina come avviene poi normalmente per ragioni di igiene. Per far sì che i laboratori siano in presenza sto comunque cercando collaborazioni anche con enti esterni».

OPZIONE DIDATTICA MISTA

Ed è tempo di misurazioni anche all’istituto Einaudi: «stando al metro di distanza in certe aule dovrei starci – spiega la preside Marianna Fornasiero – ma in altre rimarrebbero fuori dai tre ai sette alunni». In questo caso una possibile soluzione, racconta la dirigente, potrebbe essere «utilizzare le nostre due aule polivalenti, che sono ampie e potrebbero ospitare più studenti, o cercare se sarà possibile altri spazi esterni alla scuola». Altrimenti potrebbe tornare utile il Piano per la ripartenza che, ancora prima dell’uscita del Piano Scuola, Fornasiero aveva fatto approvare al Collegio docenti e al Consiglio di istituto, e che prevede una didattica mista, riduzione delle ore di lezione a 45 minuti, ingressi scaglionati e lezioni solo di mattina, «per non penalizzare le attività extrascolastiche». Si potrebbe però facoltativamente rimanere a scuola anche il pomeriggio per i laboratori di grafica «che devono essere fatti in presenza con software particolari che spesso gli studenti non hanno». —

Giovanna corrieri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google