Il caso parking ex Mof accelera lo spoil system dei dirigenti comunali
Il Pd attacca ma Fabbri vuole fare chiarezza
il caso
«L’ex Mof? Un bando portato avanti in pieno lockdown dai dirigenti senza confrontarsi con l’amministrazione». Così il sindaco Alan Fabbri martedì scorso via streaming aveva preannunciato allo stesso tempo la sospensione del bando per il parcheggio multipiano in cemento armato e, implicitamente, un nuovo giro di vite nei confronti dei dirigenti di Palazzo Municipale. Nel mirino sembrano destinati a finire, questa volta, i responsabili diretti del bando e del progetto, nell’ottica peraltro di quello “spoil system” cui si è richiamato lo stesso Fabbri nel suo intervento, dopo averlo iniziato a praticare fin dall’inizio del suo mandato, e proprio a partire da uno dei padri dell’intero Progetto periferie: Davide Tumiati, superdirigente dell’Urbanistica, uscito già l’indomani della vittoria del centrodestra. A fine anno è toccato a Fulvio Rossi, che come coordinatore dell’Area tecnica aveva pure supervisionato il progetto parcheggio. Il prossimo sarà Antonio Barillari, dirigente dell’Ufficio di piano, altra figura storica della dirigenza comunale di settore: ha firmato un accordo per la cessazione anticipata del contratto, a fine anno, decisione presa da tempo e che non ha a che fare con il parking, del quale Barillari non si è occupato.
Il progetto del «cubo di cemento», come è stato definito da consiglieri della maggioranza, è firmato da Ferruccio Lanzoni, anche lui tra i dirigenti più esperti delComune. Risulta che Francesca Savini, la consigliera leghista più combattiva sul tema, avesse ottenuto un confronto diretto con l’assessore Andrea Maggi e lo stesso Rossi, prima di uscire sulla stampa.
In attesa delle mosse del sindaco, il Pd mette il dito sulla piaga dei «costi che la città pagherà» per lo stop: ex Mof degradato, niente giardino pensile sull’ex Pisa, Parco sud a rischio per la permuta in forse dei terreni, 8 milioni di finanziamenti statali e regionali in bilico. Di contro l’ambientalista Marzia Marchi plaude allo stop. —
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