Rumori e aggressioni Sigilli per dieci giorni al bar “Gran Torino”
Cento
I carabinieri di Cento, su ordine del questore di Ferrara come prevede la legge, hanno messo i sigilli e chiuso ieri il bar “Gran Torino”, di Via Ugo Bassi. Il locale da tempo era diventato oggetto di lamentele dei residenti della zona per numerosi e ripetuti episodi di disturbo della quiete pubblica, in taluni casi perfino sfociati in aggressioni.
Il provvedimento, che sospende per 10 giorni l’attività commerciale del bar, è stato emesso ai sensi come ricordato dal questore di Ferrara su proposta dei carabinieri di Cento. I militari hanno infatti documentato oltre venti episodi violenti, con liti tra pregiudicati verificatesi in orario serale e finiti con diversi arresti per resistenza a pubblico ufficiale. Il bar in questione è gestito da un a donna originaria della Romania. In alcuni casi i controlli effettuati dai carabinieri, avvisati peraltro dalla stessa titolare del bar e dal suo compagno connazionale, erano stati commentati sfavorevolmente da questi ultimi attraverso i rispettivi profili Facebook, palesando aperta insofferenza e ostilità verso l’operato dell’Arma. Da qui il provvedimento di sospensione della licenza d’esercizio, notificato dai militari, che imporrà la tassativa chiusura del bar fino al 13 luglio, imponendo inoltre ai titolari, per il futuro, una più rigorosa selezione della clientela che accede al bar.
Il provvedimento del questore peraltro ha anche finalità sociali nel senso che l’attività dello stesso locale aveva generato preoccupazioni anche tra i residenti della zona. Lo stesso provvedimento è stato notificato al titolare.
La legge in materia prevede che il questore può sospendere la licenza di un esercizio nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini, o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini. Qualora si ripetano i fatti che hanno determinato la sospensione, la licenza può essere revocata. Si tratta di un potere discrezionale oggettivo che valuta non solo la pericolosità effettivamente riscontrata, ma anche elementi solo potenzialmente idonei a far concludere la pericolosità per la collettività. —
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