Siccità, infestanti, grandine «La Regione aiuti le imprese»
Siccità, gelate, umidità mattutina, diffusione di patogeni di vario tipo. Non sono mancati, durante gli ultimi mesi, i problemi che hanno letteralmente tolto il sonno agli agricoltori emiliano-romagnoli.
Non bastassero, infatti, i problemi apparentemente insormontabili per le colture – si veda la cimice asiatica – nelle ultime settimane si è palesato in tutta la sua drammaticità un altro infestante: la maculatura bruna. In realtà, il patogeno è presente nelle colture del pero, nel nord Italia, dalla fine degli anni Settanta. Tuttavia, le armi che possiedono oggi gli agricoltori per fare fronte al problema sembrano “spuntate”.
Ne è convinto il consigliere regionale della Lega, Fabio Bergamini, che ha inviato un’interrogazione urgente all’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, firmata anche da altri esponenti del gruppo consigliare.
«Sappiamo che questo infestante rimane presente, anche sotto forma di spora, e può resistere in foglia per lungo tempo. I produttori agricoli del nostro territorio – sottolinea Fabio Bergamini – sono costretti ad interventi tampone, come la moderazione dell’utilizzo di azotati o la rinuncia all’irrigazione sovrachioma, unitamente a qualche intervento molto limitato sulla fioritura o il frutto. La differenza rispetto al passato – dice Bergamini – è il divieto ad utilizzare alcuni principi attivi fitosanitari, che l’Unione Europea ha messo al bando». Sul fronte cimice asiatica, invece, mentre gli addetti ai lavori si attendono un’invasione massiccia anche a seguito della trebbiatura, Bergamini evidenzia le difformità tra il recente Decreto Cimice del Governo e la specifica deliberazione regionale. Insomma, vari problemi che il mondo agricolo si trova a dover affrontare.
Da qui parte una delle richieste di Bergamini, che vorrebbe un impegno concreto della Regione nel sollecitare Governo e Unione Europea a prevedere deroghe, nell’utilizzo delle molecole “proibite”.
Non solo: «La coltura dell’Abate Fétel, ma anche quella di numerosi altri prodotti di eccellenza locali, sono minacciate da una serie di patogeni e danni provocati dal clima. Chiediamo alla Regione di prevedere al più presto forme di risarcimento per i coltivatori colpiti. Cercando – conclude il consigliere regionale leghista – di scongiurare una crisi difficilmente risolvibile per il settore ortofrutticolo, già messo in ginocchio dagli ingenti danni provocati dalla cimice asiatica». —
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