Unife cerca 600 matricole con l’incognita di Cotignola
Manca ancora l’accreditamento per la succursale romagnola A settembre si saprà quanti studenti dell’anno 2019-2020 sono riusciti a restare al passo
Il test di selezione è già fissato per il 3 settembre, in Fiera. A Ferrara si corre, come l’anno scorso, per arrivare tra i primi 600 ed entrare come matricola nel corso di laurea in Medicina e Chirurgia allestito da Unife. Quest’anno al numero di iscritti fissato come tetto (596 comunitari, 4 extra Ue), si aggiungono altri 65 posti per chi intende iscriversi in Romagna, a Cotignola (Ra), dove Unife sta cercando di aprire una “succursale” in collaborazione con l’ospedale privato Maria Cecilia Hospital. Ma in questo caso bisogna attendere l’accreditamento per il quale è indispensabile l’ok della Regione, un percorso che per Unife sembra stia procedendo piuttosto lentamente, dopo - fra l’altro - aver dovuto lasciare spazio sempre in Romagna ai corsi allestiti da Unibo. A questi posti sono da aggiungere i 44 di Odontoiatria. Il superamento sperimentale del numero programmato, ipotesi in auge un paio d’anni fa, sembra accantonato a favore dell’aumento dei posti disponibili (a Ferrara sono più che triplicati), condizione replicata in molti altri atenei. Una scelta che cerca di rispondere all’esigenza di aumentare il numero degli studenti per poter soddisfare le richieste del sistema sanitario, da anni in affanno per la carenza di professionisti, soprattutto in alcune specialità. I numeri sono in aumento anche per i corsi di specializzazione, anche se in questo caso il passo non è stato altrettanto deciso.
L’iscrizione si fa on line dall’1 al 23 luglio e viene perfezionata col pagamento del contributo di partecipazione al test (100 euro). Sessanta i quesiti che saranno sottoposti ai candidati (12 di cultura generale, 10 di ragionamento logico, 18 di biologia, 12 di chimica, 8 di fisica e matematica), cinque le risposte multiple tra le quali scegliere quella giusta. Con il tetto a 600 iscritti, già accolti per la prima volta nell’anno accademico 2019-2020, viene chiesto un impegno maggiore allo studente. A settembre si capirà in quanti sono riusciti a conseguire i voti indispensabili per rimanere nel corso, in un anno che è stato marcato dall’emergenza Covid e dalla prosecuzione dei corsi con la didattica a distanza. —
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