Il regalo di Luciana Malavasi Il consiglio accetta l’eredità
L’architetto-urbanista scomparsa ad aprile ha donato i propri beni al Comune Con un vincolo di destinazione: incrementare le collezioni dei musei cittadini
A Ferrara, l’ordine del giorno che il Pd sta presentando in diversi Comuni della provincia per chiedere ai Consigli di sostenere il disegno di legge Zan contro l’omo-bi-transfobia è stato bocciato. «Non esiste nessun vuoto normativo, la legge già tutela chi subisce violenze e discriminazioni e con questo disegno si rischia di non distinguere fra opinione e reale discriminazione», argomentava ieri in Consiglio tutta la maggioranza, o quasi. La capogruppo di Forza Italiam Paola Peruffo, infatti, dicendosi «sempre dalla parte dei diritti», ha appoggiato la proposta del Pd e votato contro la risoluzione all’odg di tutto il resto della maggioranza mettendo in luce le diverse anime del suo schieramento.
Dibattito ex Mof
Che peraltro già erano emerse nel recente dibattito sul parcheggio dell’ex Mof: divergenze che hanno portato qualcuno a ipotizzare un possibile e imminente passaggio della Peruffo al gruppo Misto, ma i tempi non paiono ancora maturi. E così qui la new entry rimane solo il consigliere Calò che sempre ieri ha ufficialmente salutato il Pd per «continuare a lavorare per la città di Ferrara», ma al fianco di Ferraresi nel gruppo Misto appunto. Il dibattito più acceso l’ha provocato l’odg del Pd: «argomento fuori luogo» diceva Soffritti (FdI) tacciato da Mantovani (M5s) di «benaltrismo»; «necessario» per la minoranza ma non per la maggioranza che alla fine si è portata a casa il voto positivo della propria risoluzione che, sottolineava Peruffo «ha poco a che vedere con l’odg». Ma ieri in Consiglio è stata anche accettata l’eredità che l’architetto-urbanista Luciana Malavasi, deceduta lo scorso aprile, ha voluto donare al Comune di Ferrara: si tratta di un immobile di via Succi, due appartamenti in corso Piave, terreno agricolo a Francolino e uno a Occhiobello, un deposito di 61mila euro e una custodia titoli di 253mila euro.
L’eredità Malavasi
Per tutte le somme ricavate dall’alienazione dei beni devoluti all’amministrazione comunale c’è però un vincolo di destinazione: le risorse ottenute dovranno infatti permettere di incrementare le collezioni dei musei civici con opere di artisti ferraresi le cui date di nascita e morte siano comprese fra il 1840 e il 1980. E, al di là dei numeri, ieri Modonesi ha voluto ricordare la persona dietro la delibera: «non ha mai sentito il bisogno di comparire ma era sempre presente nella vita culturale e urbanistica della città. E l’affetto verso la città l’ha dimostrato fino alla fine: capita raramente di avere donazioni, e così cospicue e finalizzate ad arricchire la vita culturale della città».
E ieri è stata approvata anche la convenzione fra il Comune di Ferrara e quello di Padova per l’attuazione del progetto’’Giardini Comuni’’: si tratterà di interventi di aggregazione culturale, rigenerazione urbana e avvio di percorsi professionalizzanti per imprese creative giovani. Ferrara, diceva l’assessore Gulinelli, «esporterà» così a Padova le «buone prassi» avviate nello stesso ambito in passato, «quando però queste iniziative – sottolineava Modonesi – venivano etichettate come inutili e dannose. Ma l’amministrazione Fabbri ci ha abituati ad inversioni ad u». Infine al question time sul trasferimento di sede dell’Informagiovani: sarà comunque in piazza Municipale, ha riferito l’assessore Guerrini. –
Giovanna Corrieri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
