Falsificano la carta di credito di un imprenditore: tre arresti
Si tratta di due uomini e una donna, avevano fatti acquisti per quasi 7mila euro Uno di loro, Stefano Tarascio, è una vecchia conoscenze delle aule giudiziarie
Hanno illegalmente copiato i dati personali di un ignaro imprenditore ferrarese e dopo aver ottenuto anche i codici della sua carta di credito, hanno speso quasi 7 mila euro.
I carabinieri di Ferrara, in collaborazione coi colleghi di Napoli, hanno arrestato 3 persone responsabili della truffa. Si tratta di tre pregiudicati, già noti alle forze dell’ordine, in particolare uno di loro. Gli arrestati, su ordine del gip del tribunale di Ferrara, sono: Monica Montella, 24 anni; Stefano Tarascio, 31, e Francesco Rossarolla, 26 anni. Per la Montella e per Rossarollo il giudice ha disposto gli arresti domiciliari; Tarascio, invece, che è considerato la “mente” del gruppo, è detenuto nel carcere ferrarese dell’Arginone. Gli arrestati sono di origine napoletana ma da tempo residenti a Ferrara. Sono ritenuti dai carabinieri gli autori in concorso dei reati di indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagamento e sostituzione di persona, commessi nel 2019. I 3 arrestati, con raggiri poi scoperti dai carabinieri di Ferrara, dopo aver bloccato la carta di credito intestata al titolare e impiegando un falso documento, si sono fatti consegnare da un corriere una nuova carta che hanno utilizzato illegalmente. Dapprima hanno effettuato un prelievo di denaro di 1. 830 dollari (pari a circa 2 mila euro) presso l’aeroporto di Bologna, poi hanno utilizzato la stessa carta per comprare prodotti elettronici (smartphone e consolle videogiochi) e vari monili in oro, per un danno complessivo di 6. 895, 49 euro.
Tarascio, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, pregiudicato per reati della stessa tipologia, era stato, come si diceva, già arrestato in flagranza di reato di truffa aggravata dagli stessi carabinieri di Ferrara quando, il 29 maggio 2019, aveva simulato la compravendita di un’automobile incassando fraudolentemente la somma di 18. 500, euro. È considerato un individuo molto pericoloso da questo punto di vista, da tempo dedito a tale tipologia di truffe. Per questo anche negli ambienti giudiziari è molto conosciuto. L’operazione, che ha visto impegnati anche i carabinieri di Porotto, è stata illustrata ieri dal maggiore Marco Angeli, al Comando provinciale dell’Arma. I carabinieri stanno svolgendo ulteriori verifiche per valutare la presenza di eventuali complici. Gli stessi militari, nel ricordare come ieri ha fatto lo stesso maggiore Angeli, i (purtroppo) frequenti raggiri di questa natura, hanno fatto nuovamente appello ai cittadini perché prestino la massima attenzione quando ci si può rendere conto di essere vittime di un raggiro. Un messaggio di prevenzione. —
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