Residenza anziani nelle scuole Il progetto può diventare realtà
Un gruppo di cittadini annuncia l’idea e da settembre via agli incontri pubblici «Recuperare una struttura e garantire ai bondenesi di invecchiare con dignità»
BONDENO
Lo scorso febbraio il tema era stato lanciato dal portavoce Eros Tartari. L’altra sera lo stesso Tartari, assieme a Primo Bellini, Vittorio Pianelli, Rossella Bernardi, Nicla Gavioli e Andrea Gennari, ha presentato il cartellone che racconta il progetto per la riconversione delle ex scuole elementari di Bondeno in residenza per anziani “Cesare Battisti”. Cartellone che accompagnerà le future iniziative pubbliche dell’associazione, i cui dirigenti hanno già calendarizzato per settembre la presentazione ufficiale e i primi incontri pubblici con i cittadini matildei.
Settembre è un mese particolare per il Comune di Bondeno, visto che si torna a votare per le amministrative. «Ma noi non facciamo politica - ribadisce Tartari -, lanciamo un’idea che qualcuno probabilmente cavalcherà nei prossimi mesi. Diciamo che le elezioni e la campagna elettorale conseguente saranno comunque una buona campana di risonanza per il nostro progetto».
anziani a casa
Facciamo un passo indietro. Risale a febbraio quando Tartari raccontò alla Nuova Ferrara l’idea alla base dell’iniziativa di questo gruppo di cittadini: riconvertire le ex scuole elementari in casa di riposo. Due gli obiettivi: i posti di lavoro e «dare la possibilità agli anziani di Bondeno di invecchiare nel proprio paese e, mi piace sottolineare, dignitosamente. Pensiamo solo al fatto di poter andare comunque tutti i giorni a fare un giro in piazza, andare al mercato, andare a vedere le partite di calcio, senza essere di peso a figli o parenti».
Da subito Tartari aveva trovato l’appoggio incondizionato degli amministratori matildei, prima il sindaco (ora consigliere regionale) Fabio Bergamini, poi il suo successore (e quasi certamente candidato del centrodestra per la poltrona di primo cittadino) Simone Saletti. «Sono tutti entusiasti e hanno dato subito la propria adesione a questa iniziativa. Ora aspettiamo settembre per presentare ufficialmente la nostra associazione con una pubblica assemblea, poi faremo più incontri, per coinvolgere quante più persone».
Chiaro, il problema principale resta sempre quello, il denaro. «Serviranno soldi e anni - ribadisce Tartari - e non basterà l’impegno pubblico, servirà anche quello privato. Ma pensiamo tra infermieri, oss, autisti, cuochi, medici a quanti posti di lavoro si potrebbero creare, non dimenticando che nelle nostre zone non ci sono molte strutture di questo tipo».
A febbraio Tartari anticipò contatti con un privato pronto ad investire nel progetto, poi il coronavirus ha frenato tutto, «ma conto di tornare alla carica in questi giorni. Gestisce già una struttura in provincia di Bologna, si è detto interessato alla residenza “Cesare Battisti”, vediamo come andrà a finire...». —
d.b.
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