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Vento e mareggiata ai Lidi Danni agli stabilimenti

KATIA ROMAGNOLI
Vento e mareggiata ai Lidi Danni agli stabilimenti

Gazebo rovinati, persi ombrelloni e lettini, la spiaggia mangiata dalle onde Operatori al lavoro subito all’alba e alcuni Bagni chiusi: «Così non si va avanti» 

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LIDI

Altra notte insonne per gli operatori balneari dei Lidi comacchiesi, costretti a fare i conti con i danni provocati dal “burian”, che ha spazzato la costa, fin dalle prime ore di ieri, con raffiche che hanno sfiorato i 90 chilometri orari. Le prime due file di ombrelloni ai Lidi nord sono state lambite dal mare, rischiando di finire in acqua, insieme ai 20 centimetri di arenile morsi dall’irruenza della mareggiata che, nei punti più critici (zona sud del Lido di Volano, zona più a nord del Lido delle Nazioni e punta a sud del Lido di Spina), ha dato origine ad uno zoccolo di erosione costiera.

«Domina un senso di avvilimento diffuso – commenta Luca Callegarini, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari del Lido di Volano, nonché funzionario provinciale di Confesercenti –; la sabbia trascinata dal vento forte ha ricoperto arredi e strutture, che si lavano, ma sta venendo a mancare lo spazio per piantare gli ombrelloni. Così si fa fatica ad andare avanti».

Il funzionario regionale Stefano Bellesi e il dirigente comunale Antonio Pini nel pomeriggio di lunedì avevano avvertito gli operatori circa la previsione di un’allerta arancione per vento forte, invitandoli a mettere in sicurezza quanto più arredo possibile. Alle prime luci dell’alba di ieri tutti gli operatori erano già al lavoro con ruspe e mezzi manuali, per ripulire attrezzature, lettini, ombrelloni, giochi di spiaggia, camminamenti, invasi da spessi strati di sabbia.

Danni e perdite

«Siamo in piena stagione – prosegue Nicola Ghedini, portavoce di Cna Balneatori, nonché titolare del Bagno Kursaal del Lido di Spina –; in spiaggia abbiamo tutti quanti centinaia di migliaia di euro, ma con una folata di vento io ho perso cinque ombrelloni esotici grandi, ciascuno del valore di 500 euro, molti colleghi hanno subìto danni a gazebo e tendoni, scoperchiati, c’è chi ha perso lettini, finiti in mare, ma ci siamo dati tutti da fare, da subito, per ripristinare al meglio la spiaggia e stiamo cogliendo la straordinaria solidarietà dei turisti».

Gianni Nonnato, presidente del nuovo Consorzio del Lido delle Nazioni e titolare dello Chalet del mare, intento a rimettere in ordine tutta l’area di ombreggio aggredita dalla bora, rileva che «sono stati scavati 30 centimetri di sabbia e cerchiamo di salvare le prime file di ombrelloni, perché rischiano di sgrottare in acqua. Questa è la seconda mareggiata e adesso, a spese nostre, dovremo recuperare la sabbia risucchiata dal mare, ma stiamo ancora aspettando risposte dalla Regione». Parla di «ennesimo duro colpo» e di «un dislivello accentuatosi nei punti più critici» Nicola Bocchimpani, presidente di Asbalneari.

Dall’alba, sino al primo pomeriggio anche gli operatori dei Lidi Scacchi, Pomposa e Nazioni hanno lavorato sodo, per restituire pulizia e decoro ai loro stabilimenti balneari presi in ostaggio, durante la notte dalle sferzate del “burian”. Dopo un week end che ha fatto tirare un sospiro di sollievo al turismo balneare della riviera, la violenta perturbazione di ieri ha gettato nello sconforto un settore, già gravemente ferito dalle conseguenze della pandemia. —

KATIA ROMAGNOLI

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