I genitori rivogliono il nido Prende il via la raccolta firme
Dopo un primo accordo sulla materna, il braccio di ferro non è ancora finito «La struttura proposta a Dogato non va bene per i bambini così piccoli»
ostellato
Quando chiude una scuola per le famiglie, come anche per tutti coloro che ci lavorano a vario titolo, è sempre un disagio molto grosso. Ci possono essere tutte le ragioni più che legittime, ma alla fine se un servizio viene a mancare la situazione pesa su coloro che ne usufruivano. Ed è stato così per l’asilo di Ostellato, dove andavano anche i bambini di Fiscaglia (e adesso anche danneggiato dal maltempo). Ancora non c’è niente di ufficiale nella definizione del futuro dei bimbi dell’Arcobaleno e proprio per questo si è costituito nei giorni scorsi il Comitato in difesa del nido e della scuola materna statale di Ostellato.
genitori insieme
«Nelle ultime settimane è balzato agli onori della cronaca il progetto delle amministrazioni comunali di Fiscaglia e di Ostellato, socie del Consorzio Zero Sei, consistente nel voler concludere l’esperienza trentennale di gestione consociata del nido e di parte della materna statale e trasferire i bimbi in una scuola materna privata di Dogato e in altre strutture esistenti nel comune di Fiscaglia», scrivono dal Comitato. «E se l’opposizione dei genitori e parte della popolazione hanno ottenuto che i bambini già iscritti concludano il loro percorso educativo nella struttura esistente, la decisione di spostare i lattanti cioè i bimbi dai 3 ai 12 mesi nella struttura privata di Dogato non ci trova d’accordo».
le motivazioni
Secondo i genitori dei piccoli, la struttura di Dogato «è poco adeguata dal punto di vista strutturale, sia perché prefigura scenari che porteranno alla progressiva chiusura, prima del nido e poi della materna statale di Ostellato». La difesa delle strutture pubbliche «non nasce da una sterile opposizione ai progetti comunali ma dalla consapevolezza che la peculiarità dell’educazione nell’età prescolare è una attività che richiede investimenti significativi che le strutture private non dispongono e che, abbandonare un edificio costruito appositamente per la cura dei bimbi e delle bimbe dai zero ai tre anni e dai tre ai sei anni, per lasciarlo in futuro al degrado, è inaccettabile. Ancora più grave se si considera il mancato utilizzo delle competenze del personale che verrà giocoforza dirottato altrove».
Nel Comune di Ostellato sono nati in media 25 tra bambini e bambine negli ultimi 5 anni, con flessione di 17 nati nel 2017, «possiamo ben immaginare che due asili nido, uno ad Ostellato ed uno a Dogato, tre scuole materne, due ad Ostellato ed una a Dogato, e due scuole elementari, non potranno continuare ad esistere».
la richiesta
Il Comitato chiede quindi di aprire un confronto con la popolazione dell’intero territorio comunale «per affrontare questo grande problema che si chiama denatalità e che sta colpendo soprattutto la nostra provincia e la nostra regione. Da parte di chi ha dato vita al Comitato non vi è pregiudizio nei confronti delle scuole paritarie alle quali vanno riconosciuti decenni di esperienza nell’educazione e nella cura dell’infanzia; ma non della fascia d’età zero – tre anni».
Al Comitato possono aderire tutti e non solo i genitori dei bimbi che frequentano l’asilo nido in questo periodo o di quelli che vorrebbero che i loro bimbi frequentassero quella struttura: «Ci rivolgiamo ai cittadini ed alle cittadine dell’intero comune che ritengono corretto mantenere la struttura esistente in quanto facente parte di un complesso educativo e formativo completo. E per questo si darà vita ad una raccolta di firme». Per adesioni e contatti, Ilenia 393.4024963. —
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