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«Più spese col cambiamento climatico Ma al Consorzio Bonifica bilancio positivo»

«Più spese col cambiamento climatico Ma al Consorzio Bonifica bilancio positivo»

Nonostante le emergenze alternate di pioggia e siccità segno più nei conti dell’ente. E maggiore impegno in agricoltura 

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Il punto

È un bilancio che ci dà soddisfazione perché abbiamo attraversato un anno complicato a causa di una primavera eccessivamente piovosa, preceduta da una forte carenza invernale, con una fase, ancora a fine anno, di intense precipitazioni». E queste emergenze climatiche per il presidente del Consorzio Bonifica Pianura, Franco Dalle Vacche hanno comportato alti costi: «nonostante ciò possiamo registrare uno scostamento positivo minimo di 332. 455 euro, pari ad un +0, 8%. Significa che abbiamo centrato l’obiettivo».

Presidente soddisfatto

La soddisfazione del presidente Dalle Vacche è stata manifestata all’approvazione, nei giorni scorsi, del consiglio d’amministrazione del bilancio consuntivo 2019 e nell’incontro in Castello a Ferrara coi sindaci della provincia. Con questi atti per il Consorzio Bonifica Pianura di Ferrara si è chiuso ufficialmente il 2019, guardando però al futuro. Il bilancio consuntivo presentato, infatti, è la fotografia dell’attività svolta ma anche della gestione di ciò che è successo nel Ferrarese in seguito all’andamento del clima, che sempre di più condiziona la sicurezza idraulica e il servizio di irrigazione per l’agricoltura.

Numeri e virtuosità

Perciò i numeri positivi elencati dal presidente Dalle Vacche dimostrano virtuosità del Consorzio e uso attento dei contributi consortili, ma anche – spiega una nota – la capacità di avere conoscenza tale del territorio da poter fare previsioni precise sulle risorse che saranno necessarie per la gestione ordinaria e le emergenze, a cui si aggiunge il quadro più possibile esatto dei piani colturali per programmare i volumi irrigui. «L’approvazione del bilancio consuntivo è uno dei momenti più importanti della vita di un ente perché fotografa non solo l’esercizio economico/finanziario ma riassume le attività svolte, fortemente condizionate dall’andamento climatico» ha aggiunto poi il direttore generale Mauro Monti. E anche in questo caso, sono i numeri a parlare: nel 2019 infatti, sulla provincia sono caduti 772 mm di pioggia, sopra la media ma con un andamento non regolare, che ha comportato alti consumi e quindi alti costi per l’energia elettrica. «Ciò ci ha messo in difficoltà ha analizzato Monti – Poiché sono circa 5 i milioni di euro necessari per la gestione degli impianti idrovori. Mentre nel nostro sistema di canali sono transitati ben 2 miliardi di metri cubi d’acqua arrivati con le piogge e altri 400 milioni di metri cubi li abbiamo derivati dal Po: il 50% necessari per l’equilibrio del sistema ambientale e agricolo, 900 milioni per ricaricare le falde e il rimanente è stato ricondotto al mare». Le attività del Consorzio sono importanti perché legate all’agricoltura: «Siamo in uno dei settori più importanti di questo territorio – prosegue Monti – questa attività condiziona anche la nostra, cercando di accompagnare e seguire le scelte colturali delle aziende agricole, con servizi irrigui particolari, anticipati (nel 2019 al 1 marzo) con 337 richieste pari a 2810 ettari o posticipati, 114 domande 668 ettari». Di particolare rilievo ed impegno sono i circa 13. 000 ettari di secondo raccolto, un dato costantemente in crescita. A supportare l’attività sono i contributi richiesti ai consorziati e nonostante il pagamento cadesse nel periodo del Covid 19, hanno dato una risposta positiva. «Hanno fatto registrare un incasso in linea al preventivato ed è un dato confortante che ci fa affrontare gli investimenti e il bilancio del 2020 con meno preoccupazione – spiega Monti – nonostante le difficoltà del momento che ci avevano lasciato pensare ad un contraccolpo negativo, soprattutto per i consorziati urbani, si è invece notata una percentuale di pagamenti positiva di tutte le categorie».

Cambiamento climatico

«Tirando le conclusioni, è importante che i preventivi siano molto vicini ai consuntivi permettendoci di chiedere ai consorziati il contributo minimo necessario – conclude il presidente Franco Dalle Vacche – Il cambiamento climatico per il consorzio è un costo e va analizzato. Sull’energia elettrica va fatta una precisazione: su circa 5 milioni di euro di spesa, due terzi è fatto di accise e costi fiscali. E di fatto quando si è in difficoltà, ci viene chiesto di pagare più tasse per cui in passato abbiano fatto delle azioni ma non siamo stati ancora ascoltati». –

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