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Un assegno di tre centesimi per il rimborso di una utenza

Lorenzo Gatti
Un assegno di tre centesimi per il rimborso di una utenza

Mesola, il Cadf ha inviato la somma alcuni giorni fa ad una famiglia «Apprezzo l’efficienza, ma forse era meglio detrarli da una bolletta» 

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il caso

Quando, alcuni giorni fa, la signora Giovanna Contarini di Mesola si è vista recapitare dal postino una raccomandata proveniente dal Cadf (Consorzio acque Delta Ferrarese) contenente un assegno da tre centesimi di euro (sì, proprio tre centesimi) è rimasta stupita, come è immaginabile ... «Lodi al Cadf per la solerzia, – racconta tra il sorpreso ed il divertito la signora –, subito non avevo compreso a cosa si riferisse questo rimborso e sono andata all’ufficio postale a chiedere informazioni. L’impiegato mi voleva pagare la somma ma non l’ho incassata e non penso lo farò. Vorrei farne un quadretto per la singolarità del caso».

la segnalazione

La signora mesolana - che ha inviato la curiosa immagine dell’assegno anche a “Radio Sound, facendo parecchio discutere in paese - ha poi “indagato” tra le proprie carte e ha scoperto cosa sta all’origine del rimborso. Si tratta i un conguaglio, risalente al 2018, relativo all’utenza di un appartamento di sua proprietà. «All’inizio volevo andare al Cadf – ci spiega ancora Giovanna – per chiedere delle informazioni, poi sono risalita alla motivazione di questo assegno. Mi complimento con il Consorzio per la precisione, però mi chiedo soltanto quanto sia costato preparare la raccomandata e se non avessero fatto prima a mettere tale somma in detrazione dalla prossima bolletta».

esempio positivo

Al di là della particolarità del caso, la signora Contarini ribadisce ancora una volta come sia rimasta comunque piacevolmente meravigliata da questo episodio, facendo una ulteriore riflessione sull’accaduto: «Spesso ci lamentiamo dell’inefficienza e delle lungaggini di alcuni enti o istituzioni - aggiunge -, invece casi come questo dimostrano che alcuni di questi funzionano anche in modo efficiente e scrupoloso, come appunto in questo caso. Insomma, penso ci sia bisogno di enti così». —

Lorenzo Gatti

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