Pastificio e agriturismo Tre giovani investono «per superare la crisi»
Gli amici Tundo e Saletti hanno rilevato La Romagnola bio E con lo chef Biavati aprono un Agripub nel parco aziendale
SAN BIAGIO
Ecco un’altra conseguenza della pandemia e, soprattutto, del lockdown. È un’altra storia argentana non di tipo sanitario, bensì di imprenditorialità. Di giovani con gli “attributi” che - nonostante la crisi ed i momenti difficili di qualsivoglia mercato -, hanno deciso di tirare dritto e perseverare nel loro progetto: rilevare il noto pastificio bio-artigianale “La Romagnola bio” di San Biagio e aprire nell’area adiacente un agriturismo con ai fornelli un altro giovane argentano.
Dunque, tre argentani che si stanno mettendo in discussione. E, si badi bene, avrebbero voluto farlo qualche mese fa ma, come detto, il lockdown ha messo loro il bastone fra le ruote.
domani si parte
In questi giorni frenetici di preparativi in vista dell’inaugurazione di domani - alle 18, è annunciata la partecipazione della giunta comunale al gran completo -, sul volto dei due soci, Sebastiano Tundo e Fabio Saletti, c’è tutta l’espressione di coloro che vogliono farcela a tutti i costi. «Il coronavirus ci ha messo a dura prova – esordisce così Tundo –, ma siamo un vulcano di idee e abbiamo in mente tanti nuovi progetti. Quando assieme a Fabio abbiamo intrapreso questa avventura, non avevamo messo in conto una pandemia...».
Infatti, giova ricordare che, a settembre 2019, i due argentani, raggiunto l’accordo con i proprietari dell’attività produttiva di via Martiri Ponte Bastia 11, a San Biagio, si sono rimboccati le maniche buttandosi a capofitto su questo lavoro. Purtroppo, proprio nel momento buono, gli sono arrivati tra capo e collo le conseguenze del Covid-19. «Non è stato facile superare il momento ma non abbiamo mollato di un millimetro e non molliamo – prosegue Tundo –. Anzi: facciamo ancora di più, e apriamo un agriturismo».
l’altra attività
Ed ecco l’altra proposta, si chiamerà “AgriPub La Romagnola” ed è situato nel parco dell’omonimo pastificio. Nasce con l’idea di creare un ambiente conviviale e ai fornelli ecco il terzo giovane argentano, lo chef Alessandro Biavati, il quale di certo non ha bisogno di presentazioni. Il tutto è situato all’ombra dei ciliegi nelle calde sere d’estate, o all’interno della stalla ristrutturata durante gli inverni più rigidi. Come detto, l’inaugurazione è prevista per domani pomeriggio con un aperitivo “agricolo”.
Ah, chi è dotato di buona memoria, ricorderà che l’accoppiata Tundo-Saletti (il primo ha una proprietà agricola ma è anche geometra in studio con Saletti) la scorsa primavera aveva addirittura inventato una bevanda. Si chiama Quin e altro non è che il nome della bevanda a base di quinoa prodotta nell’azienda agricola di Tundo, presentata con successo alla fiera di Rimini.
il precedente
E allora, dopo il caso di Chiara e Raffaella, le due ragazze che hanno rilevato il bar Centrale di Longastrino facendolo diventare “Il Caffettino”, ecco un altro esempio di come tre giovani argentani come Sebastiano, Fabio e Alessandro, nonostante il Covid vanno avanti per ricavarsi uno spazio (tutto meritato) nel tessuto economico del territorio argentano. —
Giorgio Carnaroli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
