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Ancora furti al cimitero «Hanno portato via la pianta dalla tomba»

KATIA ROMAGNOLI

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SAN GIUSEPPE

I ladri colpiscono ancora al cimitero di San Giuseppe. Nuovo furto, questa volta di una pianta ornamentale posta ad abbellire una tomba di famiglia.

Sale l’indignazione per un atto ignobile, compiuto ai danni di un caro estinto, il padre di un artigiano di San Giuseppe, deceduto nel 2015, atto che ha provocato il duro, amaro, sfogo del figlio. «Mia madre e mio fratello – racconta Massimo Arveda, noto artigiano di San Giuseppe –, ieri pomeriggio, poco dopo le 15, si sono recati al cimitero, in visita alla tomba di mio padre Celestino, che si trova nella cappella di famiglia e appena sono arrivati hanno scoperto che una delle piante ornamentali, un bonsai, era stata strappata e portata via. È una cosa vergognosa rubare ai morti. Non mi riferisco tanto al valore commerciale che è minimo della pianta – prosegue Arveda –, quanto al gesto in sè. Bisogna essere poveri dentro».

i precedenti

Come già avvenuto a più riprese, in passato, i furti al cimitero di San Giuseppe, ma anche di Comacchio, interessano piante, fiori, scope, palette e contenitori per l’acqua. Insomma, di tutto.

C’è chi preleva incautamente fiori e attrezzature per riporli nella propria tomba di famiglia, ma c’è anche chi, evidentemente, li porta al proprio domicilio. In assenza di videocamere nei pressi del cimitero, l’azione fulminea dei ladri non lascia tracce, né indizi, ma tanta rabbia nei parenti dei defunti.

Altri furti, in passato, hanno interessato le autovetture in sosta davanti al cimitero di San Giuseppe. Qualche malintenzionato, attendeva l’uscita dall’auto delle persone che si recavano al cimitero, prima di entrare in azione, mandando in frantumi uno dei vetri dei finestrini. Non sempre furti e atti vandalici sfociano in una denuncia, ma per agevolare il lavoro degli inquirenti, sporgere la denuncia nella più vicina stazione dei carabinieri è il modo migliore per contrastare il fenomeno. —

KATIA ROMAGNOLI

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