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La Sacca adesso respira «Salvati dalla draga Lavoriamo tranquilli»

a.b.
La Sacca adesso respira «Salvati dalla draga Lavoriamo tranquilli»

Fu acquistata tre anni fa con il denaro del Progetto Life All’inizio non tutti erano convinti per i costi di manutenzione

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La draga ha salvato la Sacca di Goro. Quando, ormai tre anni fa, la Provincia di Ferrara l’ha proposta alle cooperative, qualcuno ha storto il naso. Il macchinario aveva un costo di 370mila euro interamente finanziati con Progetto Life, il quale si è chiuso nelle scorse settimane. I pescatori avrebbero però dovuto gestire e finanziare la pulizia e la manutenzione e non a tutti andava bene.

i problemi

«Abbiamo lottato per convincerli – spiega il presidente della coop La Vela Fausto Gianella –, alla fine siamo felici di aver avuto ragione: la Sacca quest’anno finalmente respira, l’acqua è cambiata grazie all’escavo dei canali e in più devo anche dire che la draga in questi anni non solo non ha mai smesso di lavorare ma non ha mai avuto alcun problema».

In pratica, la Provincia ha appunto comprato il macchinario e i pescatori hanno versato 310 euro all’anno per tre anni per gestione, pulizia e manutenzione. Considerato che a contribuire sono in 1.300, il tutto è costato circa 400mila euro all’anno, «a fronte di 1.560.000 speso nei periodi precedenti con interventi che miravano solo a rattoppare – va avanti Gianella –. Il punto è che alle volte bisogna avere anche il coraggio di cambiare, di capire qual è la strada giusta. Avere una draga “nostra” ci permette di gestire la situazione, perché alla fine siamo gli unici a conoscere davvero bene questo posto».

Inizialmente erano le spese a spaventare, ma anche i dubbi legati alla manutenzione e alle cifre da dover pagare. «Capisco che autotassarsi non piace, visto che in teoria paghiamo le tasse per avere servizi – dice Gianella -. Ma perdere il prodotto, ridurci come è successo in passato a piangere mesi di lavoro forse è ancora peggio».

in futuro

Il Progetto Life ha visto appunto la chiusura nelle scorse settimane e la draga adesso resterà a disposizione in Sacca. Saranno i consorzi e le cooperative a gestire il tutto, «il grosso è stato fatto, naturalmente le correnti porteranno ancora i canali a chiudersi ed è per questo che avere qui il macchinario è per noi fondamentale». —

a.b.

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