Ora l’inchiesta si allarga Analisi sui dispositivi
La prima fase dell’inchiesta si è conclusa con le perquisizione e il sequestro dei dispositivi dei 20 minorenni coinvolti nell’operazione.
Un’indagine partita a inizio anno, prima del lockdown, con la segnalazione da Lucca di una madre di uno dei ragazzini che scambiavano in rete materiale pedopornografico e di natura violenta e si è poi conclusa negli ultimi giorni con l’individuazione dei 20 ragazzi.
Adesso, partirà la fase 2 dell’inchiesta, come sottolineavano ieri dalla polizia postale di Firenze da dove è partita la complessa operazione. La dirigente Anna Lisa Lillini faceva notare come adesso seguirà l’analisi di tutti i telefonini sequestrati e l’indagine potrebbe espandersi con altre persone, probabilmente altri minorenni coinvolti.
Si ha anche la sensazione che la stragrande maggioranza dei genitori dei ragazzi coinvolti in questo scambio di immagine dell’orrore non era a conoscenza di un simile canale di scambio, ma anche questi ragazzini, alcun di un’età in inferiore ai 14 anni e quindi non perseguibili, non sono ancora ben al corrente della gravità di quanto compiuto.
Ci sarà ora anche da tutelare i minori vittime di questi abusi che sono stati messi in rete come succede ogni volta che viene sequestrato materiale pedopornografico.
Purtroppo, come segnalavano ieri dalla polizia postale, il fenomeno dello scambio e della diffusione di materiale pedopornografico anche tra giovanissimi sta diventando un fenomeno in espansione, che va fermato. E su questo si chiede la collaborazione dei genitori, chiamati a vigilare. —
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