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Pesche, il piatto piange La produzione è ai minimi

Pesche, il piatto piange La produzione è ai minimi

Cso Italy stima perdite fino all’80%: la testimonianza di un agricoltore ferrarese “Salvo” il frutto Igp, ampliata per decreto la gamma varietale ammessa

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Non si ricorda un’annata così, da sempre, per le pesche e nettarine in Emilia Romagna, con un calo di produzione, rilevato dalle previsioni di Cso Italy a causa dei danni da gelo che hanno colpito tutti gli areali vocati tra la fine di marzo e l’inizio di aprile. Le rese produttive unitarie attese per quest’anno appaiono anch’esse fortemente condizionate dal gelo in particolare per le cultivar a maturazione medio-precoce. La situazione è lievemente migliore per il prodotto tardivo ma anche in questo caso si tratta di rese molto lontane dalla norma. La produzione di pesche da consumo fresco potrebbe avvicinarsi, secondo le stime di Cso Italy al -70% rispetto allo scorso anno, -50% le percoche e oltre -80% per le nettarine, perché più impattate dalle gelate.

Perso la metà del raccolto

A Ferrara la situazione ha colpito tutti i produttori di pesche. Vincenzo Bandiera, che ha un frutteto nella campagna tra Ferrara e Focomorto con pesche di prima qualità, lamenta quest’anno una perdita del 50%.

«È stata davvero dura quest’anno - dice Bandiera, consigliere della Coldiretti - e sono riuscito a salvare metà della produzione, cercando di notte di limitare i danni delle grosse gelate che hanno compromesso gran parte della raccolta. Sono momenti difficili, ma bisogna andare avanti».

Il marchio igp

Il calo di produzione ovviamente andrà a toccare anche la produzione di pesche e di Romagna Igp anche se i volumi commercializzati a marchio di origine certificata non dovrebbero subire grosse riduzioni. Se, dal punto di vista produttivo siamo di fronte a un’annata molto difficile ci sono importanti novità sul fronte della gamma di prodotto Igp perché, proprio il mese scorso la Regione Emilia Romagna e il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali hanno approvato il Decreto d’urgenza che ammette l’ampliamento della gamma varietale inserita nel disciplinare di produzione Igp, sia per le pesche che per le nettarine.

L’ampliamento consente di commercializzare con il marchio Igp varietà, oggi, particolarmente apprezzate dal consumatore per gusto e qualità organolettica.

Questa procedura d’urgenza darà certamente la possibilità di avere più prodotto a marchio Igp nel corso della campagna 2020. Una campagna che sarà sostenuta anche dal Piano di Sviluppo Rurale della Regione Emilia Romagna con un progetto di promozione che darà la possibilità di comunicare i plus dell’offerta Igp soprattutto sui canali social e sui media trade. Non sarà facile invece realizzare, a causa delle regole anti Covid, gli eventi previsti, da progetto, all’interno dei supermercati.

«Siamo di fronte a un’annata difficile da decifrare – dichiara il Presidente del Consorzio Paolo Pari – A fronte di una così elevata riduzione di produzione credo che debba essere rimarcata e tenuta viva la notorietà del prodotto e la sua eccellenza riconosciuta. L’attività del Consorzio proseguirà anche sul fronte della certificazione e della tutela attivando tutte le necessarie procedure di verifica. Sarà molto importante riuscire a mantenere aperto, anche quest’anno, il flusso di vendita del prodotto Igp anche se i quantitativi sono limitati». —

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