Da Pontinia sulle tracce del nonno paterno Figlio di codigoresi cerca le proprie origini
L’80enne Lino Callegari nato e residente nella città laziale è da anni a caccia di informazioni: unico indizio un medaglione
la storia
Al giorno d’oggi trovare la propria discendenza familiare - l’albero genealogico - è abbastanza semplice, tra siti internet e ricerche araldiche di vario tipo. Ma non così per Lino Callegari, classe 1940, residente a Pontinia (in provincia di Latina) dalla nascita. Ma il cognome tradisce le origini ferraresi, infatti i suoi genitori nel lontano 1934 sono emigrati da Codigoro.
la voglia
Callegari ha sempre voluto avere informazioni sui propri parenti, ma è stato costretto in passato ad abbandonare le ricerche, in seguito ad un gravissimo incidente che ne ha limitato la vista, oltre che ad abbatterlo fisicamente e, soprattutto, moralmente. Gli unici indizi che ha, risalgono dai racconti dei suoi genitori, che trovavano conferma quando a Natale o a Pasqua arrivavano gli zii dalla lontana Ferrara. «Aspettavo ansioso il loro arrivo - dice Callegari alla Nuova Ferrara -, ricordo la vedetta che facevo sul sentiero dell’antico fiume (Sisto 80 d. C.), che tortuoso si snoda a pochi metri da casa mia per riversarsi nel mar Tirreno, vicino a Terracina. Come ogni anno, finalmente, dopo tanta vedetta, ecco finalmente che scorgevo i due zii con il loro cognato, rimasto vedovo dopo un raid aereo nel quale persero la vita la moglie Maria (sorella di papà) con il figlio Mario di appena dodici anni, a seguito del bombardamento a Torbiera. Una mia cugina di nome Ines è residente a Codigoro ed ebbi l’occasione di vederla tanti anni, fa alla presentazione di un mio quadro al Centro per anziani di Codigoro, ed alla presentazione di un altro quadro al Centro anziani di Goro. Con tanto stupore fui attorniato da tante persone, che rispondevano al cognome Callegari».
i ricordi
«Fin da bambino ero appassionato di storia e di storie e finalmente - continua -, quando arrivavano gli zii nonostante sapessi che avrebbero raccontato le solite storie di famiglia, tralasciavo i giochi e mi disponevo all’ascolto, sicuro che fossero uguali agli anni precedenti e ormai a me tanto care. Partiva tutto da un neonato che, come Mosè, veniva salvato dalle acque raccolto presso un canneto nel canal Bianco nella zona tra Mesola e Massenzatica, era dentro un cesto adorno di raso e broccato con un grosso medaglione a forma rotonda (il quale faceva capire anche le origini della mamma, che forse avrebbe voluto essere contattata), fu raccolto da un calzolaio che già aveva una numerosa famiglia, di cognome Callegari».
il medaglione
«Si univa così agli altri undici o dodici figli che aveva e fu battezzato con il nome Pietro “Trè O’r”. Era conosciuto con questo soprannome perché alle ore tre di pomeriggio era solito portare l’acqua ai contadini che lavoravano nei campi». Pietro Callegari era figlio di Luigi Callegari e Maria Marchini e in seguito di Clizio, ossia il papà di Lino Callegari. L’80enne laziale con origini ferraresi cerca appunto di trovare informazioni sul nonno e proprio il medaglione potrebbe aiutare a far capire qualcosa di Pietro (morto nel 1932), ma nessuno sa chi ha trovato e che fine abbia fatto l’oggetto.
Per chi avesse informazioni, può contattare il signor Antonio Magnarelli, il pronipote di Lino Callegari, al 334. 6269341. —
Mariacarla Bulgarelli
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