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Il Psi al lavoro per le comunali «Ragionare su alleanze e temi»

Davide Bonesi
Il Psi al lavoro per le comunali «Ragionare su alleanze e temi»

Il segretario provinciale guarda con interesse al voto di Bondeno e Comacchio Stabellini: i socialisti devono tornare ad essere presenti su tutto il territorio

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Davide Stabellini è segretario provinciale del Psi da neppure otto mesi, ma di cose ne sono capitate davvero tante, dalle elezioni regionali al Covid, fino al recente trasferimento nella nuova sede in cui pianificare il prossimo obiettivo, le elezioni amministrative.

Ma procediamo con ordine, ovvero il completamento del trasloco da via XX Settembre alla nuova sede in via Cesare Goretti 29. Poi le amministrative di settembre, che per Ferrara significa due Comuni grossi come Bondeno e Comacchio, dove i socialisti non sono rappresentati da tempo. «In provincia ci sono realtà dove siamo presenti, in alcune invece siamo in difficoltà - dice Stabellini -, Bondeno e Comacchio sono fra queste. Da troppo tempo siamo fuori dai giochi, fatichiamo a trovare rappresentanti. Siamo al lavoro e, specie per Bondeno, ci sono contatti ben avviati. Ma quello della rappresentanza non è problema solo nostro. Sembra di essere tornati al ’92, a dopo Tangentopoli, quando a livello nazionale e locale s’azzerò la classe dirigente. Come Psi, comunque, ci sono Comuni in cui siamo presenti e vogliamo fare la nostra parte al voto nel 2021, penso a Codigoro e Vigarano. Diciamo che siamo in una fase di studio all’interno dei rapporti; da qui al voto vogliamo capire quale ruolo avremo».

A Codigoro, come a Ferrara, ci fu una spaccatura tra Pd e Psi, ricompattata nel capoluogo provinciale prima dell’ultimo voto. E a Codigoro? «Il nostro ruolo oggi è ancora all’opposizione. Per noi storicamente Codigoro è sempre stato territorio in cui il Psi ha giocato un ruolo importante, ora cerchiamo di capire quale posizionamento potremo avere, come e con chi fare alleanze».



Facendo un passo indietro, le Regionali hanno visto il Psi alleato di Bonaccini: «Siamo contenti di aver contribuito alla sua riconferma. La nostra scelta di stare con la lista + Europa è stata giusta per identità ma ci aspettavamo maggior consenso, visto che il paragone con le Europee di un anno prima ci ha visto calare dal 4 all’1.8%. Comunque, la nostra scelta testimonia un impegno per noi sempre riferibile ad una precisa parte dello schieramento, cioè a sinistra».

Intanto, in città da oltre un anno al governo c’è il centrodestra: «Perso il potere dopo oltre 70 anni, il contraccolpo non è ancora stato assorbito pienamente. Ferrara da qui alle prossime amministrative deve fare i conti con un progetto di grande rinnovamento, partendo dai temi. La sconfitta è dovuta a vari motivi, i casi Carife e zona Gad, ma io dico anche troppa autosufficienza: si è creata negli anni una piccola oligarchia, aumentando il distacco fra i cittadini e chi governa. Perciò bisogna ricollegare le parti, ricreare una coalizione da portare avanti in tutta la provincia. Negli ultimi 7-10 anni si è pensato poco alle alleanze, il Pd sa di aver ragionato da primo della classe, perdendo nel tempo voti e Comuni, oltre a mancare di rispetto ai partiti minori, come abbiamo lamentato noi al momento della spaccatura in città e a Codigoro. Siamo felici di vedere che ora le cose sono cambiate: pronti a parlare di progetti e temi».



Ecco, ultimo punto: i temi. «Lo diciamo da tempo: la sanità è un versante importante e ci stiamo spendendo pubblicamente. Le difficoltà sono emerse chiare in Conferenza socio-sanitaria, dalla carenza di posti letto in un territorio anagraficamente vecchio ai problemi nell’accedere alle visite specialistiche. Ora vi sono troppe disdette e qui il centrosinistra ferrarese deve dire chiaramente a Bonaccini di mantenere in regione un sistema sanitario pubblico di alto profilo. Poi ci sono strutture come Argenta, Cento e Copparo che vanno usate di più e con maggiori specializzazioni. L’attenzione della gente si sposta troppo verso il privato e questo non va bene. Si faccia tutto questo partendo dalle risorse messe a disposizione dal Mes. Poi c’è la questione progettuale della scuola: gli studenti devono tornare a fare lezione in aula utilizzando al meglio le risorse stanziate. Infine, il lavoro con pieno sostegno all’impresa a garanzia del lavoro stesso». —





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