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la devastazione 

Ravalle, la chiesa è sempre più pericolante Danni ingentissimi dopo quelli del sisma

Gian Pietro Zerbini
Ravalle, la chiesa è sempre più pericolante Danni ingentissimi dopo quelli del sisma

Il tetto scoperchiato necessita di interventi urgenti per la rimozione delle tegole e per creare una nuova copertura

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È decisamente sfortunata la chiesa di Ravalle che sabato pomeriggio ha avuto in sorte anche una bufera di vento che ha scoperchiato il tetto. La copertura ha fatto un effetto vela e le tegole sono volate a terra e per fortuna non hanno colpito persone. Un vento che ha spogliato una gran parte delle superficie del tetto con danni ingenti ad una struttura già di suo in uno stato precario. La chiesa è infatti stata inagibile per alcuni anni a causa dei danni subiti nel terremoto del 2012, poi è stata parzialmente riaperta solo nella navata centrale, perché le altre parti del tempio presentano criticità strutturali.



Tra l’altro ieri non si è potuto celebrare nemmeno la messa nei locali provvisori dell’asilo parrocchiale in quanto sempre a causa del temporale di sabato pomeriggio un grosso albero è stato sradicato ed è andato a ostacolare l’ingresso alla struttura.

Don Raffaele Benini, che ha l’incarico per conto della diocesi di curare la pastorale a Ravalle, ieri ha invitato i fedeli a partecipare alla messa delle 11 nel vicino paese di Casaglia. In questi giorni si cercherà di riallestire gli spazi nell’asilo per le messe in quanto la chiesa di Ravalle è stata definitivamente chiusa e dovrà essere sottoposta anche in tempi urgenti ad un intervento di sistemazione, tra l’altro molto costoso visto i danni provocati dal fortunale.



Ieri mattina c’è stato anche un ulteriore intervento dei vigili del fuoco per rimuovere la copertura in catrame che aveva provocato l’effetto vela scoperchiando di fatto il tetto. Operazione necessaria per impedire un nuovo volo delle tegole dal tetto in caso di nuove raffiche di vento. Nel frattempo la chiesa precauzionalmente è stata chiusa e dichiarata inagibile anche per la presenze di tegole pericolanti.



Piove quindi sul bagnato, metaforicamente parlando, perché adesso la situazione della chiesa di Ravalle è ancora più precaria con il pericolo di infiltrazioni dall’alto vista la mancanza di tegole e coperture. Ieri c’è stato anche un sopralluogo da parte dell’ufficio tecnico della curia arcivescovile per cercare di trovare una soluzione in tempi rapidi a questa situazione. Tra l’altro la diocesi, a causa dei gravissimi danni del terremoto, è impegnata su più fronti in un vasto programma di ricostruzione delle tante chiuse del territorio ferrarese che sono state danneggiare dal sisma. E a Ravalle potrebbero non bastare 100mila euro per un primo parziale intervento. —



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