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PORTO GARIBALDI 

Anche i colleghi uniti per l’addio ad “Attila”

Katia Romagnoli
Anche i colleghi uniti per l’addio ad “Attila”

Gli amici di sempre stretti ai familiari nell’estremo saluto I ricordi: «Aveva portato ai Lidi i big della musica jazz» 

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PORTO GARIBALDI

In mezzo ai familiari, ai parenti e agli amici che, ieri pomeriggi a Porto Garibaldi, hanno portato l’ultimo saluto ad Attilio Testa, pioniere dei Lidi, primo tra tutti ad aver aperto un disco bar, il Vela d’Oro del Lido degli Estensi, c’erano anche organizzatori di eventi, suoi colleghi. Testa, chiamato dagli amici “Attila” , «era una miniera di idee e di saggezza – ha commentato al termine del funerale l’amico e organizzatore di eventi Marco “Marchino” Bonazza –; lo conoscevo da una vita. Ci siamo visti tre settimane fa e stavamo lavorando attorno a un nuovo progetto musicale, frutto di una sua idea, che cercherò di sviluppare».

Dipinto da familiari e amici come grande appassionato di musica, specie jazz, Attila aveva portato in laguna, negli anni ’80, tanti big, anche di calibro internazionale, come George Benson.

l’ultimo saluto

Durante le esequie funebri, don Andrè Nayeton, ricorrendo alla parabola del chicco di grano che produce molti frutti dopo la morte, ha ricordato «il seme di vita che Attilio ci ha lasciato, un seme che deve continuare a fruttificare. La morte apre al frutto – ha aggiunto don Andrè –; qui con noi c’è l’affetto, la premura e la presenza di Attilio, non più con il suo corpo, ma nella pienezza della gloria di Dio».

Poi, rivolgendosi al nipotino di 9 anni, il parroco di Porto Garibaldi ha esortato il bimbo a fare tesoro delle parole e degli esempi che gli ha lasciato il nonno.

Cinta da un cuscino di fiori bianchi della moglie Verceste e dei figli Francesca e Francesco, la bara di Attilio Testa, che si è spento giovedì scorso all’ospedale di Cona all’età di 72 anni, accolta da un applauso, è stata trasportata dalle onoranze funebri Tenani sino al Giardino della cremazione di Copparo.

Ai Lidi, Attila è ricordato per aver riempito locali con gruppi di primissimo piano del panorama musicale nostrano e internazionale e per aver organizzato eventi e rassegne, anche nell’ex cinema teatro Ducale.

«Io e Attilio ci conoscevamo da una vita. Era malato da qualche tempo – ha ricordato Sauro Fioravanti, amico ed ex presidente del Consorzio del Lido degli Estensi – e lo avevo visto per l’ultima volta un paio di settimane fa. Lo ricordo come una persona che per il dialogo era imbattibile, ma anche come un grande appassionato di musica. In tutto quello che ha fatto, ci ha sempre messo l’anima». —

Katia Romagnoli

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