Unife entra tra le grandi ma arretra nei servizi Punto di forza, il digitale
Nella classifica del Censis è salita di grado dimensionale ma nel salto ha iniziato a risentirne anche l’occupabiità. Fiore all’occhiello: Architettura
FERRARA. Spicca il salto l’Università di Ferrara e da quest’anno la classifica del Censis la vede piazzata nella categoria dei “grandi atenei”, in compagnia di Perugia, Parma, Modena-Reggio, Verona, Roma Tor Vergata, Milano Bicocca. Ferrara ha superato i 20mila iscritti ed è quindi stata inserita nel gruppo delle università (classificate dal centro studi) che hanno un numero di iscritti compresi tra questa soglia e un massimo di 40mila studenti. Al di sopra di questo limite la competizione è limitata a una ristretta compagine di “mega atenei”, dove spiccano Bologna, Padova, Firenze, Roma Sapienza, Torino, Pisa. Il salto dimensionale, favorito dalla scelta di aprire alle matricole corsi molto frequentati come Biotecnologie, ma anche Economia, e di innalzare le soglie di accesso per corsi ambìti come Medicina, costringe l’ateneo ferrarese “ex medio” a misurarsi oggi con realtà dimensionalmente strutturate, che da tempo offrono i loro servizi a una folta platea di studenti.
La scalata nell’ordine di grandezza non si porta dietro, però, un’analoga performance negli ambiti considerati più significativi dell’offerta (servizi, borse, internazionalizzazione, occupabilità), mentre letteralmente vola per i servizi digitali e la comunicazione.
Ferrara, comunque, non entra nel nuovo raggruppamento da ultima della classe: nella classifica generale ha sopravanzato Roma Tre, Chieti e Pescara, Campania Vanvitelli e Messina. In alcune aree di studio Unife ottiene ottimi o lusinghieri piazzamenti nell’ultima classifica elaborata dal Censis (2020/2021), anche rispetto ad atenei tradizionalmente più blasonati e quotati.
Nel nuovo contesto Ferrara occupa il 13° posto, con un punteggio complessivo di 82,2 contro il 92,7 di Perugia, il 90,3 di Pavia, i 90 di Parma, l’89,5 dell’Università di Calabria, l’ 88,5 di Cagliari, l’87,7 di Milano Bicocca, l’87,5 di Modena-Reggio. Una media in recupero, comunque, rispetto all’anno scorso (80,5) ma ancora lontana dall’87,5 del 2014. Nonostante il salto dello scalone, Unife appare un po’ in affanno e appesantita rispetto ad alcuni parametri che contribuiscono alla definizione del punteggio complessivo.
Nel confronto con l’anno scorso perde un punto (da 69 a 68) nei servizi (da 75 a 74), due nelle strutture (da 85 a 83), ma cresce straordinariamente nel punteggio per i servizi digitali (da 75 a 93) e moderatamente nelle borse di studio (da 74 a 75), perde due punti nell’internazionalizzazione (da 85 a 83) e quattro nell’occupabilità (da 95 a 91).
Unife svetta in alcune facoltà che sono il suo punto di forza. Nel ciclo magistrale occupa il primo posto in Italia (104,5 punti) per Architettura-Ingegneria civile sopra Trieste, Pavia e il Politecnico di Milano; il nono per Farmacia (87,5) davanti a Bologna, Perugia, La Sapienza; il sedicesimo posto per Giurisprudenza e Medicina; il ventiduesimo per Odontoiatria. Nelle lauree triennali in cima c’è ancora Architettura (1° posto), ma si fa notare anche Arte e Design (2°); a seguire Ingegneria industriale e Insegnamento (5°); Informatica (6°); Letterario-Umanistico (7°); Scientifico (9°); Scienze motorie (10°); Politico-sociale (12°); Linguistico (13°); Economico (14°); Medico-sanitario (15°); Giuridico (25°). L’anno prossimo Unife entrerà con un nuovo insegnamento: il corso di Agraria e Acquacoltura. —
Gioele Caccia
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