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Visite guidate, maglie allargate Otto partecipanti per gruppo

Giovanna Corrieri
Visite guidate, maglie allargate Otto partecipanti per gruppo

Accessi contingentati nelle sale dei musei per mantenere il distanziamento Ma gli operatori sono perplessi: «Difficile vendere un prodotto di questo tipo»

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Parte oggi a Ferrara la fase sperimentale che consentirà nei musei visite guidate per gruppi di otto persone, anziché quattro, oltre alla guida. Per il Comune, «una piccola misura che vuol essere un segnale di grande attenzione al settore turistico», così come anche alla categoria delle guide turistiche che però, fra contingentamenti e rispetto delle capienze diverse delle sale, guardano all’impatto finale della misura senza troppa fiducia.

«Non potevamo come amministrazione non accogliere il grido di dolore delle guide turistiche che, in un momento di ripresa di tutte le attività, non sono ancora nelle condizioni di svolgere il loro lavoro e – diceva l’assessore al turismo Matteo Fornasini – continuano a essere una categoria particolarmente colpita e penalizzata dai numeri».

Quelli del contingentamento imposto dai protocolli e dalle linee guida, seguite in fase di riapertura dei musei cittadini e sulla base delle quali «i tecnici – precisa Fornasini – avevano calcolato il rapporto, che in effetti era una presa in giro, di una guida ogni quattro visitatori».

Ma in queste settimane, fra le verifiche e le analisi dei flussi delle visite individuali, «siamo riusciti ad allargare un po’ le maglie arrivando al rapporto di una guida ogni otto visitatori».

Rimanendo però invariati i numeri del contingentamento «saranno necessari – considerava Ethel Guidi (dirigente del servizio Musei d’arte) – degli accorgimenti».

Fra questi, per evitare assembramenti, c’è per esempio la prenotazione delle visite guidate da parte delle guide stesse all’ufficio Informazioni e Prenotazioni Mostre del Comune; e, sempre per rispettare distanziamento e le capienze individuate per ciascuna delle sale dei diversi edifici, le guide dovranno predisporre un programma di visita che preveda l’impossibilità, spesso, per i partecipanti di accedere simultaneamente alle sale. Per questo alle guide sarà fornita la piantina dello spazio espositivo con le capienze per ciascuna sala, ed è consigliato l’utilizzo delle radioguide: «ci sono infatti spazi più agevoli e altri che lo sono meno – precisava Guidi – in Castello per esempio ci sono pochissime sale dove il gruppo potrà rimanere unito e la guida in questo caso potrebbe anticipare la spiegazione e poi sparpagliare il gruppo nei vari spazi».

Le guide turistiche

Accorgimenti che lasciano perplessi però i rappresentanti della categoria: «non funzionerà, nessuno compra un prodotto di questi tipo» diceva Laura Garani (Art-guide Studio), mentre Maria Chiara Ronchi (Federagit) chiedeva «di arrivare il prima possibile a quindici visitatori per guida, soprattutto a palazzo Schifanoia e in Castello», e risolvere la disparità riscontrata fra diverse città nella gestione degli ingressi.

«Bene passare da quattro a otto ma è tutto da vedere se si riuscirà a vendere il servizio – diceva Marco Poltronieri (Associazione Guide Estensi) – Se le misure del Dpcm non cambiano le amministrazioni locali potranno solo arrampicarsi sugli specchi e il timore è che rimarremo ancora in standby».

E ora la speranza di Fornasini e dell’assessore alla cultura Marco Gulinelli è che il Governo abbia più attenzione per il «settore più importante della nostra economia» e stanzi più risorse. —

Giovanna Corrieri

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