Agricoltori sempre più preparati per affrontare la sfida del grano
La coltura rivesta un’importanza strategica nel Ferrarese soprattutto per la filiera del pane
L’analisi
Il frumento, noto comunemente anche come grano, è la coltivazione attualmente più diffusa al mondo con oltre 200 milioni di ettari, dei quali il duro rappresenta solo il 5%. La superficie agricola italiana è poco più di 12 milioni di ettari, e vi si coltivano 1,8 milioni di frumento, che erano almeno 3 milioni nel 1970.
Nel ferrarese sono coltivati all’incirca 50 mila ettari, fra tenero e duro, in rapporti fra loro variabili nel tempo influenzati dagli andamenti di mercato, sempre molto volatili e che, in questo momento, fanno pensare ad un incremento del grano duro per le prossime semine che inizieranno fra circa un centinaio di giorni.
Le trebbiature sono terminate con risultati discreti, ma che hanno risentito molto di un andamento stagionale profondamente anomalo, che aveva preoccupato, non poco gli agricoltori fino alla raccolta.
Le semine erano iniziate regolarmente verso la metà di ottobre, ma ai primi di novembre, a causa del cattivo tempo, si erano interrotte per quasi tutto il mese, dividendo di fatto l’operazione semine in due, tanto che le ultime sono terminate solo a gennaio, regalandoci nuove ed interessanti esperienze.
Poi è iniziata la grande siccità , che è continuata fino alla fine di maggio, e che ha portato non pochi agricoltori ad irrigare, ma con effetti sulla produzione quasi sempre scarsi.
I concimi azotati, anche quelli a lenta cessione, non hanno così potuto svolgere la loro piena azione durante la fase di sviluppo della pianta, e questo ha limitato leggermente quantità, ma soprattutto il contenuto proteico, importante per i grani di forza e per il grano duro, mentre le malattie fungine di fatto non si sono praticamente sviluppate. Buoni in genere i pesi specifici.
Il cambiamento climatico, e la grande volatilità dei mercati richiederanno agricoltori sempre più competenti e preparati, e magari che sappiano loro stessi organizzare vere filiere con partners del territorio.
Parlare di grano e cereali significa parlare anche della storia dell’Agricoltura, una strategia adottata all’incirca 10mila anni fa, dall’uomo per procacciare un cibo sempre scarseggiante nonostante una popolazione terrestre numericamente ridotta a 1/5 milioni di persone, e dopo aver vissuto per 2,5 milioni di anni, in piccolissime comunità, raccogliendo frutti e radici selvatiche e cacciando piccoli animali, e sempre spostandosi.
Addomesticando e poi coltivando alcune piante, addomesticando ed allevando poche specie di animali, gli tolse questa precarietà ed il continuo nomadismo, dando inizio a quella che è stata la più grande rivoluzione della storia umana (Rivoluzione Neolitica) ed ha dato inizio a quella che in seguito è stata chiamata “società civile”, con una conseguente e progressiva esplosione demografica, che attualmente conta oltre 7 miliardi di individui.
Adriano Facchini
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