I conti dopo il fallimento Capa Chiesti i danni a 31 ex dirigenti
Al via l’azione di responsabilità per malagestione che creò un buco di 26 milioni Chiamati in causa ex amministratori che non sono indagati nell’inchiesta penale
L’inchiesta della procura sul fallimento Capa Ferrara (Cooperativa assistenza produttori agricoli) è chiusa con trenta indagati, che in questi giorni stanno valutando se chiedere interrogatori per chiarire le varie posizioni giudiziarie in merito alle accuse di bancarotta per dissipazione e bancarotta patrimoniale per false comunicazioni.
Ma se il “processo” penale deve ancora cominciare, a Bologna, davanti al Tribunale delle imprese è fissato al prossimo 6 ottobre il procedimento relativo alla azione di responsabilità contro gli ex amministratori: un’azione voluta, chiesta ed ottenuta dal curatore fallimentare Antonio Agresta ai giudici del tribunale delle imprese contro 31 ex amministratori (e i loro nomi, pur in minima parte, non coincidono con i 30 indagati dell’inchiesta penale). Nei loro confronti, il curatore fallimentare presenta il conto dei danni: a seconda dei loro ruoli, e a seconda delle operazioni ritenute antieconomiche che hanno portato al dissesto, il curatore Agresta chiede in totale circa 26 milioni di euro. Che tutti i 31 ex amministratori, e i loro eredi nei casi di alcuni deceduti, sono chiamati a rimborsare al fallimento Capa, ma questo dipenderà dalla causa in corso. Gli atti voluti dal curatore sono stati eseguiti contro i seguenti ex amministratori: Eugenio Costa di Bondeno, Luigi Pancaldi di San Pietro in Casale, Silvia Fini (come erede di Paolino Fini (ex presidente Capa), Fabio Corazza di Bondeno, Matteo Negretto di Argenta, Riccardo Sartori di Copparo, Marco Bergami di S. Pietro in Casale, Andrea Costa di Bondeno, Federico Bordoni di Argenta, Gabriele Giglioli di Argenta, Gianfranco Toffanin (erede di Bruno Toffanin di Ferrara), Guido Malavasi di Sermide (Mn), Paolo Bassi di Sermide (Mn), Giuliano Gullini di Ferrara, Carlo Fontan di Ferrara, Ottavio Orsini di Vigarano Mainarda, Floriano Tassinari di Corporeno-Cento, Diego Celati, Sergio Fioresi di Voghiera, Filippo Menghini di Bondeno, Michel Pola di Finale Emilia (Mo), Michele Rubini di Ferrara, Antonio Scagnolari di Ferrara, Mario Scapoli di Portomaggiore, Alberto Signorini di Vigarano, Massimo Zanghirati di Alfonsine (Ra), Massimo Meloni di Longiano (Bo) Alessandro Berti di Ferrara, Federico Gavioli di Ferrara, Stefano Prini di Ferrara, Alessandro Zucchi di Bondeno.
Le operazioni per cui il curatore chiede i danni sono relative a diverse voci: si va dallo stato di insolvenza per la malagestione degli amministratori, con le compravendite di due delle quattro centrali biogas gemelle Energy di Bondeno agli oneri finanziari, alle operazione con la coop Cisac, le cessioni delle centrali biomasse Energy 3 e 4 a Officine Bioenergetiche, ritardi e non incassi. L’udienza, in realtà, era già stata fissata in periodo Covid, il maggio scorso e poi rinviata, appunto ad ottobre. –
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