Un medico copparese scrisse è “una mitomane” «Non diffamò la Cucchi»
La procura di Ferrara ha chiesto l’archiviazione: «era solo diritto di critica». Lei fa opposizione e scrive una lettera aperta al ministro Bonafede
TAMARA
Aveva chiesto scusa e riferì dopo essere stato denunciato che «avevo scritto il contenuto di getto senza un’attenta riflessione»: finì sotto inchiesta il medico di base di Tamara, Giuseppe Buraschi dopo la denuncia per diffamazione da Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, il ragazzo morto in seguito al pestaggio di alcuni carabinieri dopo l’arresto.
Parole offensive
Sotto inchiesta per aver scritto, nel 2018, che Ilaria Cucchi è una «mitomane pronta a tutto» e che «la morte di suo fratello si è rivelata essere una gallina dalle uova d'ora d'oro per lei e la sua famiglia». Parole tremende che portarono all’indagine per diffamazione per cui ora la procura (procuratore capo Andrea Garau) chiede l’archiviazione, poichè - scrive il pm - quel commento «non integra la fattispecie della diffamazione in quanto scriminato dall'esercizio del diritto di critica nei confronti dell'aspetto pubblico della vita della persona offesa». La stessa Cucchi attraverso il suo legale Fabio Anselmo ha già depositato la opposizione all’archiviazione e in tribunale si discuterà di questo. Un fatto che era nato da un post pubblicato dal dottor Buraschi a commento ad un articolo sulla Cucchi pubblicato sul profilo Facebook di Stefano Paoloni, segretario del sindacato Sap. Un articolo del Corriere della Sera che prendeva in esame il fatto che Ilaria Cucchi in questi anni in cui ha reclamato giustizia per il fratello aveva ricevuto minacce di ogni tipo. L’articolo stesso pubblicato e dal titolo «Ilaria Cucchi ed i social, la mia vita sconvolta da minacce continue» aveva innescato reazioni su Facebook, tra cui quella del medico di Tamara. Al quale dopo la denuncia venne offerta la solidarietà del sindacato Sap.
Al Ministro e alla Cassazione
Ora la Cucchi, dando notizia di questo caso su Facebook, critica la decisione della procura: «Capisco che i problemi che affliggono la Giustizia di questi tempi sono ben maggiori dei piccoli nostri problemi di cittadini normali ma io non so proprio come fare a difendere la dignità della mia famiglia. Se questo è il pensiero di un Procuratore della Repubblica...». Lo scrive rivolgendosi al procuratore generale della Cassazione Salvi e al ministro della Giustizia Bonafede.—
D.P.
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