Il bimbo annegato La verità sulla morte dall’esame del corpo
Oggi l’incarico per l’autopsia dopo la tragedia in piscina Il titolare di Cà Laura: «Indagine partita nel modo giusto»
MIGLIARINO
Appuntamento questa mattina in Procura a Ferrara per l’affidamento dell’incarico, che sarà conferito dal pubblico ministero Stefano Longhi, al medico legale per l’autopsia sul corpo di Maximiliano Grandi, il bimbo di 4 anni che è annegato domenica pomeriggio nella piscina dell’agriturismo Cà Laura di Bosco Mesola.
Quali sono le cause alla base della morte del piccolo? Possibile che a provocare la caduta in acqua sia stata una congestione, visto che “Maxsi” aveva appena mangiato un gelato? Oppure si è trattato di un tragico tuffo, fatto senza che nessuno l’abbia visto (in quel momento sul luogo c’erano decine si persone) e approfittando di un attimo di distrazione della madre, Veronica Romanelli, che quel giorno lo aveva accompagnato? Sono le domande a cui dovrà rispondere proprio l’accertamento autoptico.
«piena FIDUCIA NELLE INDAGINI»
Ad attendere l’esito c’è Gabriele Mantovani, titolare dell’agriturismo, indagato con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. «Nomineremo un consulente medico-legale di parte – dice il suo avvocato, Erica Ferrari –. Ho massima fiducia su come il pubblico ministero e i carabinieri di Mesola stanno conducendo le indagini: l’accertamento di domenica pomeriggio è stato minuzioso, un fatto fondamentale procedere nel modo più accurato, subito dopo l’accaduto, in casi simili. E un altro sopralluogo è stato effettuato mercoledì».
L’indagine dovrà fare chiarezza sulle eventuali responsabilità del titolare dell’agriturismo: in particolare se siano state rispettate le norme relative alla sicurezza, tra permessi e servizio di salvataggio. La vasca per adulti è profonda circa un metro e 30 centimetri: sul fondo è stato trovato il corpicino di Maximiliano, poi recuperato da un ospite di Cà Laura.
Il padre, Erik Grandi, domenica non c’era sul luogo della tragedia: ha comunque nominato a rappresentarlo l’avvocato Gianluigi Pieraccini. Mentre mamma Veronica, anche lei indagata, è difesa dal legale Gianni Ricciuti.
IL LUTTO DI FISCAGLIA
Intanto il Comune di Fiscaglia ha tutto pronto per decretare il lutto cittadino, in attesa che vengano fissati i funerali. La mamma e il papà di “Maxsi” sono di Migliarino. «Domenica li ho incontrati – spiega il sindaco Fabio Tosi – e ho detto loro che l’amministrazione è disponibile a stare al loro fianco per qualsiasi cosa abbiano bisogno». —
F.T.
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