Il coraggio di Gianna Intitolata nel parco una panchina a ricordo
Così la comunità ricorda la sua storica commerciale Domani alle 15 la cerimonia davanti alla sua rosticceria
BOSCO MESOLA
Un sorriso lo aveva sempre per tutti i suoi clienti, nonostante fosse provata da 12 anni di lunga e grave malattia. Questo è quello che risalta di Gianna Avanzi, la nota commerciante di Bosco Mesola, mancata lo scorso 18 maggio, a 63 anni, presso l’Hospice di Codigoro.
L’iniziativa
Per ricordarla, i suoi colleghi negozianti hanno voluto intitolarle una panchina che sarà inaugurata domani alle 15 nel parco pubblico di Piazza Vittorio Veneto, proprio di fronte alla sua attività. Quella friggitoria e rosticceria da asporto “Il gambero rosso”, ubicata sempre in Piazza Vittorio Veneto, che lei gestiva con passione da 27 anni.
Originaria di Mesola, si era trasferita a Goro, paese in cui ha vissuto per circa 30 anni, dopo il matrimonio ma era “boscarola” d’adozione per il suo lavoro, Gianna aveva cominciato in casa come sarta.
Il ricordo
Volto conosciutissimo in paese, era una persona molto apprezzata. «Seppur avesse questa grave malattia – ricorda la figlia Francesca – faceva coraggio a tutti. Ha lavorato in negozio fino alla chiusura per epidemia e all’inizio di maggio ha fatto anche il servizio d’asporto. Io avevo già deciso di proseguire il suo lavoro».
Gianna aveva due figlie, Francesca, 40 anni, e Valentina, 34 anni, e la prima appunto ha proseguito l’attività materna insieme al compagno della madre, Gianni. Cosi la ricorda anche il sindaco Gianni Padovani: «Ritengo che i commercianti di Bosco abbiano avuto una sensibilità particolare nel ricordarla, a due mesi dalla scomparsa. Una donna solare, lavoratrice e sempre disponibile al dialogo».
I colleghi
La panchina è stata acquistata dai commercianti e sarà installata dal “Gruppo Volontari Bosco” . «Abbiamo voluto fare questo pensiero – dice Milena Barboni a nome dei commercianti – in ricordo della nostra amica e collega Gianna e sarà posizionata nel parco giochi per i bambini che lei amava molto» . —
Lorenzo Gatti
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