L’istituto Fratelli Taddia saluta il suo preside: alla guida per 34 anni
CENTO
Dopo 34 anni, il dirigente scolastico Andrea Sardini concluderà il suo mandato di preside dell’Istituto F.lli Taddia di Cento. Tutto il personale docente, tecnico, amministrativo e ausiliario delle Scuole Taddia scrive all’affezionato e stimato preside, per ringraziarlo del lavoro svolto nei tanti anni trascorsi alla guida di una scuola, le Taddia, che ha voluto fortemente e ha amato.
Ormai prossimo alla pensione, Sardini lascerà l’Iis per godere di meritato riposo. «Una lunga carriera, quella del dirigente scolastico Sardini, durante la quale ha profuso professionalità e impegno e che lo ha visto ricoprire anche incarichi di reggenza in altri importanti Istituti del territorio - scrive il personale - Inutile, ma non scontato dire che a noi tutti mancherà moltissimo, perché sarà davvero così. Ci mancherà soprattutto il suo esserci sempre, per tutti. Lo si poteva vedere aiutare i collaboratori davanti scuola in inverno a spargere sale per evitare cadute o a raccogliere l’acqua che puntualmente, dopo forti temporali, entrava copiosa nelle aule da una falla sul tetto. Lo si poteva incontrare insieme ai tecnici a sistemare cavi per la rete internet o a spostare arredi. Era sempre disponibile per il personale di segreteria per indirizzare, suggerire, tutelare. E c’era per i docenti in quell’ufficio, sempre aperto a tutte le ore, la luce accesa fino a tardo pomeriggio, in inverno la si vedeva da fuori. Professionale, attento e molto, molto preparato, lavoratore instancabile, ha sempre trovato un momento anche per parlare con i ragazzi e con i genitori, anche quelli più impegnativi, più difficili».
Ben 34, gli anni trascorsi come preside dell’Iis Fr. lli Taddia, scuola che «ha amato moltissimo, l’ha preservata e l’ha fatta crescere e sicuramente la porterà nel cuore. Per questo vogliamo ringraziarlo – tiene a sottolineare il personale – per il lavoro svolto, anche nel corso di questo ultimo anno scolastico così sofferto, difficile e particolare, per la determinazione che gli ha consentito di raggiungere gli obiettivi sperati. Un grazie sincero, con tanto affetto e stima, per la fiducia che accordato a tutti noi, che ci ha permesso di crescere professionalmente e di fare meglio e di fare di più». —
B.B.
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