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Lockdown in procura «Non abbiamo personale blocchiamo i processi»

Daniele Predieri
Lockdown in procura «Non abbiamo personale blocchiamo i processi»

L’allarme-denuncia del capo dell’ufficio Andrea Garau: attività paralizzate Manza un terzo degli addetti amministrativi. Nessuno ci ascolta al Ministero 

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Dal 20 luglio prossimo fino al 20 gennaio 2021, la Procura di Ferrara entrerà in parziale lockdown. Se quello da Covid è finito da settimane, ne inizia un altro, giudiziario, negli uffici della procura: perché se è vero che i magistrati producono carte, chiudono inchieste e chiedono processi, negli uffici della sede di via Mentessi non c’è personale amministrativo per distribuire carte, notificare atti, rispettare i termini dei processi, visto che – ad esempio – tutti quelli di luglio spediti in tribunale sono tornati indietro per difetto di notifica, inviate troppo tardi.



Per questo motivo, fino al 20 gennaio 2021 diversi servizi degli uffici della procura - tra cui i processi al giudice di pace e i procedimenti per cui viene chiesta l’archiviazione - verranno bloccati, gli orari degli uffici ridotti, o quasi azzerati se non solo per appuntamenti su prenotazione e per urgenze.

Perché? Perchè non vi sono addetti che possano garantire questi servizi, «per attività in grave sofferenza ed alcune sostanzialmente paralizzate», spiega sconsolato i procuratore capo Andrea Garau. La fotografia di questa situazione arriva direttamente da lui, capo dell’ufficio che ha adottato il provvedimento di blocco e ne ha informato tutti i suoi superiori: dal procuratore generale di Bologna Ignazio de Francisci al ministro Alfonso Bonafede, contattando anche il sottosegretario alla giustizia Vittorio Ferraresi, che pure aveva svolto un sopralluogo in procura e tribunale a Ferrara lo scorso, elogiando l’efficienza di procura e tribunale (per velocità processi e prescrizioni azzerate), garantendo attenzione ai problemi ferraresi. Ma, dice desolato - e desolante - il procuratore Garau «nonostante il nostro grido d’allarme non ci ascolta nessuno».

Da qui l’Sos lanciato nella conferenza stampa di ieri, «non ne faccio mai, ma vi era la necessità si spiegare i motivi del mio provvedimento soprattutto per l’utenza, i cittadini che dovranno sopportare i disagi conseguenti».

Garau parla di «disservizi che non riusciamo ad arginare per una carenza di personale che si è amplificata in questo ultimo periodo». Ad oggi il personale della procura è carente al 26. 5%, su 28 addetti ne mancano 9: assistenti giudiziari, autisti, commessi, funzionari, cancellieri. Quattro sono andati in pensione nel 2019 e nel 2020 sono già andate o andranno in pensione altre due persone: «abbiamo avuto una riduzione di quasi un terzo della forza lavoro amministrativa, nel giro di due anni, senza alcun apporto compensativo». Insomma, il personale non viene rimpiazzato. E allora, in procura, spiega lo stesso Garau sono già conclusi e definiti 1. 500 fascicoli: carte che sono già state definite dai magistrati in servizio, che potrebbero essere notificate e inviate al tribunale, per fissare processi, discutere archiviazioni. Ma non c’è personale per farlo.

Addirittura, aggiunge Garau «in questo ultimo periodo ho dovuto fare tutt’altro rispetto il mio ruolo di procuratore, piuttosto che seguire i miei sostituti, fare indagini e coordinarle ho dovuto elemosinare personale dagli altri enti pubblici». Personale che arriva distaccato da altri uffici pubblici, ma che spesso non riesce a rimpiazzare chi se ne è andato perchè non preparato, «occorre formarlo, all’interno della procura si tratta di attività non sempre facili».



Prende atto di questa situazione anche il presidente Ordine Avvocati, Eugenio Gallerani, presente ieri in conferenza stampa e solidarizzando con la decisione della procura e il grido d’allarme lanciato dal procuratore.

Lo fa a nome della categoria tra le più colpite – oltre gli utenti e i cittadini – da questo nuovo lockdown giudiziario: «la situazione per noi legali non era agevole prima e durante il lockdown in cui si erano ulteriormente aggravati i problemi: tutte le varie disposizioni le avevano accettate consapevoli del problema». Per mesi infatti i legali hanno sopportato il blocco totale dei processi. «E ora che si sarebbe dovuti andare oltre l’emergenza, l’ordinarietà si presenta ancora più peggiorativa vista la chiusura di questi servizi: lo diciamo non come avvocati ma per i cittadini che attendono e debbono avere una giustizia veloce: penso ai tanti che si sono rivolti ai giudici di pace o attendono la definizione di archiviazioni».



Anche il presidente del tribunale Stefano Scati, interpellato dalla Nuova, interviene sulla decisione del procuratore Garau: «le premesse del provvedimento del procuratore sono emblematiche della situazione di grave disagio che vi è nell’ufficio della procura; quello adottato è un provvedimento che è un grido di dolore per la sofferenza dovuta a carenza di personale». Ma i disagi non si fermano alla procura: «Certo si ripercuotono anche sulla fase del dibattimento perché a parte il blocco delle citazioni dei processi dei giudici di pace, già diversi problemi si sono verificati per le notifiche fuori termine dei processi di luglio». «È ovvio - conclude - che le carenze delle procura si ripercuotono sul tribunale a lungo termine, una situazione sulla quale occorrerebbe far fronte al più presto». —





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