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Ferrara

Èpisodio segnalato da una paziente a Cona 

Più di otto ore d’attesa al pronto soccorso per la prima valutazione

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il caso

Otto ore e mezzo di attesa al pronto soccorso generale di Cona, per ottenere una prima valutazione medica. A segnalare la grottesca situazione una donna di 28 anni della città, la quale nella mattinata di mercoledì si è rivolta al proprio medico di base per alcuni dolori. Il medico, dopo una prima valutazione invita la donna a rivolgersi al pronto soccorso ostetrico ginecologico dell’ospedale di Cona e le fornisce regolare richiesta. La ventottenne si reca quindi in via Aldo Moro, dove accede inizialmente al pronto soccorso generale, e fornisce chiare indicazioni sul suo problema di salute. Dopo avere misurato la temperatura, che alle ore 12.47 è di 37.4°, la signora viene invitata a rimanere in attesa di una prima visita. Passa il tempo e la donna inizia a sentire sempre di più il male, tanto che alle ore 17.30 richiede al personale un antidolorifico: «se fossi stata a casa lo avrei potuto prendere liberamente – spiega la donna – ma qui mi viene negato in quanto ancora nessun medico mi ha visitato».

Nel frattempo la ventottenne rimane in attesa e solamente alle 21.18 viene ricevuta per una prima visita negli ambulatori dello stesso PS, dove le viene fatto un prelievo di sangue, oltre al tampone per valutare una sua eventuale positività al coronavirus. Successivamente alle 21.37 la paziente viene finalmente trasferita presso il pronto soccorso ostetrico ginecologico, aspetto questo che come spiegato dalla stessa paziente poteva essere immediato fin dal suo arrivo a Cona, come richiesto dal medico di base. La donna, dopo avere ricevuto le prestazioni richieste viene dimessa da Cona, ma ciò che fa arrabbiare ancor di più la signora è la lettura del verbale di pronto soccorso.

«Trovo scritto i parametri relativi a frequenza cardiaca, alla pressione e alla temperatura rilevati in due momenti della giornata, ma questo mentre in realtà questi non mi sono mai stati misurati» conclude sconfortata la paziente. —

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