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Attesa infinita a Cona «Giornata di emergenze Codici verdi in coda»

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Ha aspettato più di otto ore al pronto soccorso dell’ospedale di Cona, a cui il suo medico di base l’aveva indirizzata per un problema ginecologico.

Un’attesa che ha sollevato le proteste della paziente, alla quale ora l’azienda Sant’Anna, insieme alle scuse per il disagio, fornisce le spiegazioni. «Ci scusiamo per l’attesa che la signora ha dovuto sopportare, in quanto la contemporanea gestione di un codice rosso traumatico e di altre urgenze ha ritardato la presa in carico». Nel ricostruire la vicenda, l’azienda ospedaliera riferisce che la donna «ha effettuato il triage in pronto soccorso alle ore 12.51 di mercoledì. Dopo l’assegnazione del codice di colore verde, lo stesso triage ha rilevato i parametri base e, dopo una rivalutazione per aumento della sintomatologia dolorosa, la paziente è stata presa in carico alle 21.40 circa».

Ma il caso, come molti altri, sottolinea ancora l’ospedale Sant’Anna, va inquadrato in un ambito più generale, quello delle valutazioni “a monte” che portano a un iper afflusso di pazienti con codici bianchi e verdi (riferiti a problemi di lievissima e lieve entità) e a un conseguente rallentamento dell’attività, i questi giorni resa inoltre più complicata dall’emergenza Covid.

Raccontando la sua odissea, peraltro, la donna aveva lamentato il fatto di non aver potuto assumere un antidolorifico per placare il dolore crescente, «cosa che avrei potuto fare a casa e che invece non è stato possibile ottenere al pronto soccorso, in quanto non ero stata ancora visitata da un medico». —

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