Feola non ha interrotto il pubblico servizio Il gip archivia il caso
L’ufficiale fu accusato di aver impedito le cure a un arrestato Il legale: «Ma questo clamore mediatico lo ha danneggiato»
COPPARO
Il gip ha archiviato il procedimento penale a carico di Giorgio Feola, maggiore dei carabinieri che guida la Compagnia di Copparo.
La vicenda risale al settembre del 2019, quando Feola fu accusato - denunciato per interruzione di pubblico servizio - di aver impedito le cure da parte del 118 ad una persona in quel momento in stato di arresto e dolorante nel cortile della caserma. Attorno al maggiore scoppiò un caso mediatico, con esposto presentato da Cristiano Zagatti (segretario provinciale della Cgil di Ferrara) e Natale Vitali (responsabile funzione pubblica Cgil), il cui legale è Fabio Anselmo, affiancato in conferenza stampa da Ilaria Cucchi. Seguirono anche interrogazioni parlamentari, che chiedevano chiarezza sulla vicenda.
Ebbene, secondo il gip serviva l’uso di violenza e minaccia, cosa non avvenuta in quel frangente. Inoltre, non ci sarebbe stata neppure la violazione della convenzione per la gestione degli interventi di urgenza.
IL COMMENTO
Ad esprimere soddisfazione per l’esito della vicenda è Denis Lovison, legale di Feola: «Siamo felici per la scelta della Procura di archiviare e ora siamo più sereni, perché eravamo di fronte ad accuse pesanti, quelle di aver fatto minacce, per un pubblico ufficiale. Sinceramente pensavamo finisse così, avevamo la percezione che l’accusa non avesse basi solide, ma siamo dispiaciuti per la modalità di queste accuse, con tanto di conferenza stampa pubblica prima ancora che la magistratura decidesse o almeno valutasse su questo caso. Questo clamore mediatico ha danneggiato un pubblico ufficiale, anche se in tutto il periodo ha ricevuto grande solidarietà, non solo da cittadini normali, ma anche da medici e infermieri. E detto che in questo tipo di situazioni c’è una zona grigia, che non precisa bene dove finisce il controllo dei militari e dove inizia il lavoro dei sanitari, il maggiore è comunque una persona che lavorava, quindi non si capisce l’accanimento del sindacato».
le reazioni
«Apprendo con sollievo e gioia dell’archiviazione del procedimento penale a carico del maggiore Feola. Finalmente è stata stabilita la piena verità, e cioé che nessuna violazione fu commessa quell’11 settembre 2019. Una pronuncia che restituisce giustizia e dignità al maggiore, sempre stimato e apprezzato per il suo impegno al servizio della comunità», dice Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia. A cui si aggiunge Davide Bergamini, referente per la nostra provinciale della Lega Emilia: «Siamo lieti che la giustizia abbia fatto il suo corso e abbia portato la verità ad emergere. Mai abbiamo nutrito dubbi sull’integrità dell’operato del maggiore Feola e riteniamo importante che oggi la sua figura di rappresentante dello Stato sia stata completamente riabilitata». —
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