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Rigenerazione ecologica ArchLiving “esporta” verde

giovanna corrieri
Rigenerazione ecologica ArchLiving “esporta” verde

Lo studio ferrarese vince il concorso del Demanio per l’ex caserma di Bologna Uffici pubblici con consumi vicini allo zero e ridotte attività manutentive

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È stato conseguito da ArchLiving, studio di architettura e ingegneria ferrarese che da dieci anni lavora sul territorio nazionale e internazionale, il primo premio del concorso indetto dal Demanio per la valorizzazione dell’ex caserma Perotti di Bologna. Un’area di circa novantamila metri quadri che, nel giro di un paio d’anni, vedrà sparire vecchi edifici malmessi per lasciar spazio ai nuovi uffici dell’Agenzia delle Entrate, all’Archivio interregionale centro nord, e ad un parco “godibile per dipendenti e cittadini”. E nel progetto della cordata guidata da ArchLivIng, ma di cui fanno parte anche Btt Studio, Tomasone Associati, GreenCure e Settanta7, tutto sarà realizzato in un’ottica “green’’. Un significativo risultato per uno studio che conta una trentina di collaboratori suddivisi in diverse sedi a livello nazionale, e che rappresenta una componente significativa di un comparto in sviluppo.

energia e rigenerazione

Quella di Bologna è comunque «una sfida importante di rigenerazione urbana tesa alla sostenibilità e all’aumento del verde» dice uno dei fondatori di ArchLivIng, Gianluca Loffredo, che annovera l’ottimizzazione degli aspetti energetici, la sostenibilità e la sicurezza del sito, e il concetto di integrazione: «Quello fra pubblico e privato – sottolinea – ma anche quello fra interno ed esterno. Nel progetto abbiamo cercato di far colloquiare gli spazi fra loro nel miglior modo possibile».

La “visione” degli architetti è infatti fatta di strutture in vetro e acciaio, studiate perché «i consumi siano praticamente nulli», geotermia, impianti fotovoltaici e percorsi ciclopedonali nel parco. «Abbiamo immaginato – racconta Loffredo – la “torre”, dove saranno ospitati gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, in vetro e acciaio»; idea che, nelle intenzioni dei progettisti, servirà anche a dare «una visione della Pubblica amministrazione come un ente trasparente e aperto al cittadino». E la torre proseguirà «con una “coda” verso l’Archivio, che è praticamente immerso nel verde». Si tratta in questo caso di realizzare infatti una struttura alla cui sommità è prevista una copertura verde, praticabile e dalle diverse possibilità d’uso, con un’intera facciata di questo edificio realizzata sempre in vetro.

gara covid

Al centro del progetto c’è poi il parco pubblico: «L’abbiamo fortemente voluto – dice Loffredo – perché rappresenta il fulcro del progetto da cui tutto si sviluppa. Il parco favorisce la socialità del quartiere accogliendo diverse funzioni: un’area attrezzata, orti sociali, frutteto, un’area attrezzata per i cani e un’area di gestione delle acque grigie attraverso fitodepurazione».

Nel parco saranno utilizzate specie arboree locali, soprattutto rustiche e resistenti ai cambiamenti climatici, a basso contenuto allergenico, ridotto fabbisogno idrico e con servizi ecosistemici da ridotte attività manutentive».

L’obiettivo è ora quello di «bandire da qui a un anno la gara per le imprese – dice Loffredo – Intenzione nostra e dell’agenzia del Demanio, che ha infatti espletato la prima fase arrivando alla nomina di un vincitore in tempi di Covid». —

giovanna corrieri

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