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La panchina di Gianna nel parco pubblico Il ricordo della comunità

Lorenzo Gatti
La panchina di Gianna nel parco pubblico Il ricordo della comunità

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BOSCO MESOLA

Hanno creato “una catena di pensieri” i commercianti di Bosco che ieri pomeriggio hanno intitolato una panchina - che sarà posizionata nel giardino pubblico di piazza Vittorio Veneto proprio di fronte a quello che è stato per 27 anni il suo negozio, la friggitoria e rosticceria da asporto “Il gambero rosso” - a Gianna Avanzi.

L’apprezzata negoziante è mancata, dopo dodici anni di provante malattia, lo scorso 18 maggio, a 63 anni. I suoi colleghi, molti cittadini, il sindaco Gianni Padovani e l’assessore Lara Fabbri, il presidente della Pro Loco, Alessandro Pozzati, e la vice Cristina Fabbri, insieme alle figlie Francesca e Valentina ed ai fratelli Anna e Gianni, si sono disposti in un semicerchio carico d’affetto nel l’area verde intorno alla panchina e gliela hanno dedicata.

I negozianti hanno letto in sequenza i loro pensieri ed il primo cittadino mesolano ha concluso il ricordo della apprezzata Gianna.

l’omaggio

«È stata una donna che si è sempre dedicata con impegno al suo lavoro – ha detto Padovani – ed è sempre stata molto vicina alla comunità. Ha vissuto con tantissima dignità la sua malattia e resterà sempre con noi nel nostro cuore. Mi congratulo coi commercianti e li ringrazio perché hanno desiderato ricordarla in questo modo».

Alla fine i biglietti sono stati attaccati sulla “panchina di Gianna” che nei prossimi giorni sarà posizionata, grazie al “Gruppo volontari Bosco”, definitivamente nel giardino pubblico a beneficio della comunità e dei bambini che lei tanto amava. È stata però temporaneamente spostata davanti alla sua attività per poter scattare alcune foto di fronte a quello che è stato il suo luogo di lavoro.

Nata a Mesola, dopo il lavoro di sarta svolto in casa, la Avanzi si era sposata e trasferita a Goro per circa 30 anni poi era diventata “boscarola”, grazie alla sua attività di commerciante cominciata nel 1993 e quindi si era anche trasferita in paese.

Aveva lavorato in negozio fino alla chiusura per Covid ma aveva anche ripreso con le consegne a domicilio. L’attività ora è gestita dalla figlia Francesca e dal compagno Gianni. In questi mesi amici e clienti hanno manifestato le loro testimonianze d’affetto, come è successo ieri. —

Lorenzo Gatti

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