Oggi la ricostruzione dell’argine dopo la falla Nutrie, rischio serio
I tecnici tornano sul canale Navigabile, lavoro da completare E sulle tane degli animali il Comune chiede più attenzione
SAN GIOVANNI
Tornano oggi sul luogo del cedimento dell’argine destro del canale Navigabile, i tecnici di Regione e Consorzio di Bonifica. È il giorno del rifacimento, dopo la messa in sicurezza di sabato.
«Ci abbiamo messo quattro ore, se non è un record poco ci manca», dice Claudio Miccoli, dirigente dell’Agenzia regionale di protezione civile, intervenuto a San Giovanni appena informato della falla di circa tre metri che si era aperta lungo il corso d’acqua, a poca distanza dalla chiusa di Valle Lepri. Dopo aver disboscato la fitta vegetazione, l’escavatrice è entrata in azione. «Abbiamo realizzato quella che in gergo si chiama “coronella” – spiega Miccoli –, ossia un piccolo argine a difesa di quello franato per impedire ulteriori conseguenze e per permettere all’acqua di rientrare nel proprio alveo. Poi si sono elevate nuovamente le quote per garantire l’irrigazione».
Oggi, come detto, il rifacimento della parte di argine collassato, con il posizionamento di terra e pietrame.
Resta il problema nutrie: sono le loro tane a rendere più friabili gli argini. «Non è più solo una questione di danni all’agricoltura, come in origine; ora siamo di fronte a un serio rischio idrogeologico», sostiene Miccoli confermando l’impegno della Regione per la manutenzione.
«confidiamo nella regione»
Resta molto alta l’attenzione del Comune di Ostellato. «Purtroppo l’ennesima rottura, seppure contenuta, e subito rimessa in sicurezza, ci porta a riflettere, se ancora ce ne fosse bisogno, sulla fragilità degli argini e sulla vera e propria piaga delle nutrie – dice il sindaco Elena Rossi –. Il confronto con la Regione è aperto dal luglio dello scorso anno e questa amministrazione non ha mai smesso di sollecitare l’attenzione su questo urgentissimo e ormai insopportabile problema che affligge soprattutto gli agricoltori. Oltre alla fragilità arginale dovuta alle nutrie si aggiunge il problema dell’accesso agli argini che richiederebbero una opportuna e costante manutenzione. Confidiamo nella Regione». —
Fabio Terminali
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