La Nuova Ferrara

Ferrara

Tre positivi, ma Covid-hotel più vuoti

Marcello Pulidori

Ieri altri 2 contagiati a Cento e uno a Ferrara. Negli ultimi dieci giorni è passato da 15 a 5 il numero di isolati di Astra e Ado

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Tre nuovi positivi, 2 a Cento e uno a Ferrara, su 86 tamponi, un paziente del Bondenese dimesso dall’ospedale Sant’Anna di Cona e nessun nuovo ricovero.



Sono i dati che la giornata di ieri ha consegnato alla contabilità sanitaria del Ferrarese. Tuttavia, se i positivi aumentano di 3 unità e gli isolamenti domiciliari di 17, c’è però un dato che va in controtendenza ed è quello dei cosiddetti alberghi Covid, cioè quelle strutture che ospitano chi non può effettuare la quarantena a casa propria. Difatti, guardando i dati, si rileva che 10 giorni fa i pazienti ospitati nelle due strutture di Ferrara erano 15, mentre il dato aggiornato a ieri parla di 5 unità.

Di questi, due si trovano all’Hotel Astra (viale Cavour) e 3 alla Casa del sollievo (Fondazione Ado, via Kramer).

In 10 giorni, dunque, si è verificato un calo sicuramente sensibile dei pazienti in quarantena “alberghiera”. Per tutti e cinque vale la stessa regola: al termine del periodo di isolamento saranno sottoposti a ulteriori 2 tamponi. Per poter lasciare le strutture in cui si trovano, entrambi questi tamponi dovranno risultare negativi. È quanto prevede il protocollo sanitario Covid-19.

«La situazione nella nostra provincia presenta un numero di positivi per fortuna piuttosto basso – dice intanto Nicola Scolamacchia titolare dell’Hotel Astra – noi abbiamo una parte dell’albergo completamente isolata rispetto all’altra, e in questa parte sono ad oggi presenti 2 pazienti Covid».



«La parte Covid dell’hotel – prosegue Scolamacchia – è completamente “staccata” dalla restante parte, diciamo così, normale. Ci sono entrate e uscite indipendenti e questo grazie al fatto che la struttura si presta ad essere gestita in questo modo». L’Astra ha una capienza Covid che ad oggi è di 20 pazienti.

L’altra struttura, l’altro “albergo Covid” di Ferrara è, come si diceva, la “Casa del sollievo”, una residenza sanitaria interamente gestita dalla Fondazione Ado e dalla sua presidente Gisella Rossi. «Alla Casa del sollievo – dice la stessa Rossi – abbiamo a oggi (ieri per chi legge, ndr) 3 pazienti, dato molto vicino dunque a quello dell’Astra».



Condizione che è suscettibile di repentini cambiamenti, quella degli “alberghi Covid”. Un esempio in tal senso viene dalla provincia di Modena dove un albergo che aveva chiuso per la drastica riduzione di positivi ha dovuto in tutta fretta tornare a disposizione dell’Asl modenese nell’ottica di possibili nuovi casi positivi che emergeranno per lo screening su chi lavora nella logistica e nella lavorazione delle carni.

Sia l’Hotel Astra che la “Casa del sollievo” dell’Ado si avvalgono di un contratto stipulato con l’azienda sanitaria, contratto (o convenzione) che viene rinnovata di mese in mese. E che dunque, al momento, è in vigore fino alla fine di questo mese di luglio. Tra una settimana, infine, l’Asl farà la sue valutazioni per l’eventuale proroga dei contratti in essere. —



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