L’Asl schiera i nuovi dirigenti Fusione con Cona, ultimo step
Da ieri affiancano Monica Calamai alla guida dell’Asl. Sono il nuovo direttore sanitario Stefano Busetti, che prende il posto di Nicoletta Natalini, e il nuovo direttore amministrativo Marco Chiari, che subentra a Stefano Carlini.
Per entrambi lunga esperienza professionale in ambito sanitario e copertura di incarichi che torneranno utili all’asse portante degli obiettivi di mandato delle direzioni generali: la piena e fattiva integrazione delle due aziende sanitarie ferraresi. Che, fra costituzione di dipartimenti interaziendali e di percorsi di continuità assistenziale (centrali di dimissioni o reti cliniche secondo il modello hub and spoke), «è già stata realizzata da un punto di vista tecnico – considerano i neo direttori – La maggior parte del lavoro è fatta, serve l’ultimo step». Per questo Busetti si avvarrà dell’esperienza maturata nell’Asl della Romagna, dove da ultimo è stato direttore sanitario e poi sub commissario sanitario: «Una realtà che deriva dalla fusione delle 4 aziende precedenti, che ha già dovuto affrontare le difficoltà derivanti dall’integrazione fra strutture diverse e che – spiega – ha già digerito l’unificazione».
Ma a Ferrara, aggiunge il direttore sanitario, «la parola d’ordine dell’integrazione ospedale-territorio è già stata declinata. È già stato fatto un buon lavoro che deve ora essere consolidato». E in questo processo, dice Busetti, «il segreto è convincere le persone che ognuno ha da guadagnarci qualcosa: percorsi facilitati per i cittadini e arricchimento reciproco per gli operatori».
Convinto che in questa provincia sia «già stato fatto tanto su reti cliniche e rapporto ospedale-territorio» è anche il neo direttore amministrativo Marco Chiari, che ha ricoperto questo ruolo per l’Asl di Modena fino al 2015 e negli ultimi 5 anni, all’Asl di Parma. Nel Ferrarese, dice, «l’integrazione tecnica è già stata realizzata ora dobbiamo lavorare sulle parti non ancora integrate, perché la programmazione fatta insieme è molto più completa e ha ricadute in termini assistenziali e di efficacia nei confronti del cittadino». Completata l’integrazione, la Regione potrà ragionare sulla fusione, modifiche di legge permettendo. —
Giovanna Corrieri
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