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sfruttamento della prostituzione 

La “vittima” in soccorso dell’imputato: lo aiutavo perché era disoccupato

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Insieme ad altre sei persone è accusato di sfruttamento della prostituzione, e in sua difesa ora è intervenuta la sua “vittima”: «Sono la sua fidanzata, lui è disoccupato e io lo aiuto come posso».

Una dichiarazione messa nero su bianco e che il difensore dell’imputato, l’avvocato Filippo Sabbatani, presenterà al Gip per ottenere per il suo assistito la revoca del permesso di dimora in tutto il Ferrarese. Questo in ogni caso non ha impedito che Cosmin Daniel Chiper, rumeno di 22 anni, venisse rinviato a giudizio insieme agli altri due imputati che non hanno chiesto riti alternativi e che saranno perciò giudicati tramite dibattimento: si tratta Pasquale Lastella, foggiano di 39 anni e di Beqir Domi, albanese di 31 anni. Per tutti e tre il processo comincerà a novembre.

Altri tre, tutti cittadini rumeni, avevano invece deciso di patteggiare ma solo ieri, a causa dell’emergenza Covid, è stato possibile concludere il patteggiamento: per Maria Stefania Poenaru, 35 anni, la pena è stata di 2 anni e 800 euro di multa; per Silviu Costin, 33 anni, 1 anno e due mesi e 600 euro di multa; per Adina Mihaela Porotiu, 43 anni, un anno e 600 euro di multa. Il settimo imputato, Adrian Varia, è invece irreperibile e la sua posizione è stata stralciata: il Gup Vartan Giacomelli ha disposto nuove ricerche e aggiornato l’udienza a luglio.

Tutti e sette devono rispondere a vario titolo di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione ai danni di quattro giovani ragazze, nessuna delle quali si è costituita parte civile. Anzi, la compagna di Cosmin ha voluto chiarire di non essere stata né costretta né sfruttata dal fidanzato, ma di essersi venduta spontaneamente per sostenerlo, dal momento che era disoccupato.

A conclusioni ben diverse erano arrivati procura e carabinieri, che al termine di una indagine coordinata dal pm Barbara Cavallo, nel 2018 avevano individuato e smantellato il gruppo che, secondo i capi di imputazione, era ben organizzato come una piccola “impresa”, ciascuno con ruoli e compiti ben precisi: c’era chi ospitava le ragazze, chi le accompagnava sul luogo di lavoro, chi forniva protezione.

Per poi spartirsi quanto le giovani prostitute guadagnavano in strada vendendosi ai clienti. —

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